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Mafia e politica: arrestato candidato Forza Italia al Comune Palermo

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Mafia e politica: arrestato candidato Forza Italia al Comune Palermo

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mercoledì 08 Giugno 2022 - 07:30

Arrestati Pietro Polizzi, già consigliere provinciale dell'Udc, e Agostino Sansone, fratello del mafioso che ospitò il capo di Cosa nostra, Totò Riina

La Polizia ha arrestato per scambio elettorale politico-mafioso Pietro Polizzi, uno dei candidati di Forza Italia al Consiglio Comunale di Palermo alle elezioni che si terranno domenica prossima.

Il “patto” con i boss Sansone

Secondo la Procura, per essere eletto avrebbe stretto un patto con i boss dell’Uditore, i costruttori Sansone, storici alleati del capomafia Totò Riina che ospitarono il padrino di Corleone in una delle loro ville nell’ultimo periodo della latitanza.

Pietro Polizzi, ex consigliere provinciale, eletto all’epoca nell’Udc, viene ritenuto un esponente politico di spicco.

L’inchiesta chiusa in un mese

Come emerge dall’inchiesta, l’incontro tra il candidato e Sansone sarebbe avvenuto ai primi di maggio. Nel corso di quel colloquio i due avrebbero stretto un accordo per le amministrative di domenica a Palermo.

La Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto in un tempo record l’arresto perché serviva un “intervento urgente”, si legge nella richiesta di custodia cautelare, “atto a scongiurare il pericolo che il diritto-dovere del voto, per le imminenti elezioni amministrative del 12 giugno, sia definitivamente trasfigurato in merce di scambio assoggettata al condizionamento e all’intimidazione del potere mafioso”. A Palermo si voterà il prossimo 12 giugno.

Gli inquirenti lo hanno scoperto perché Sansone era intercettato e così hanno potuto ascoltare dal vico la promessa di appoggio. Pietro Polizzi, 52 anni è dipendente di Riscossione Sicilia, ed in passato è stato consigliere provinciale di Palermo.

L’arresto di Agostino Sansone

Arrestato anche Agostino Sansone, fratello di Gaetano, proprietario della villa di Via Bernini in cui Riina passò gli ultimi mesi prima dell’arresto nel 1993 e un suo collaboratore.

Le intercettazioni

Contro l’aspirante consigliere comunale ci sarebbero alcune intercettazioni ambientali che hanno indotto la Procura a chiedere la misura della custodia cautelare in carcere.

Conversazioni dalle quali emergerebbe con chiarezza il “patto elettorale” stretto tra l’esponente di Fi e Sansone.

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