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Palermo, assalto al pronto soccorso, un’ala ospedale Civico fuori uso

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Palermo, assalto al pronto soccorso, un’ala ospedale Civico fuori uso

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martedì 09 Novembre 2021 - 20:12

Un disagio che influirà sui livelli di assistenza per l'utenza. I sindacati: "Serve più sicurezza, medici e infermieri non possono essere a rischio"

La Fp Cgil, il giorno dopo la distruzione di vetrate, apparecchiature, attrezzature e barelle nella sede del Pronto soccorso dell’ospedale Civico, esprime “massima solidarietà ai medici e agli infermieri coinvolti nella furia di alcuni parenti”, dopo la morte di una signora sessantenne per infarto. E chiede di intensificare i livelli di sicurezza all’interno dell’azienda. “Occorreranno diversi giorni per ripristinare gli oggetti vandalizzati e un’ala del pronto soccorso sarà fuori uso. Un disagio che influirà sui livelli di assistenza per l’utenza.

Capiamo la rabbia, il dolore, lo sconforto ma non possono essere un alibi a atti di inaudita violenza e ad aggressioni nei confronti del personale medico e infermieristico”, dichiara Tino Corrao responsabile aziendale per la Fp Cgil dell’Arnas Civico, sottolineando: “Chi reagisce in questo modo incivile e violento ostacola il diritto all’assistenza degli altri”. E “come Fp Cgil ribadiamo la richiesta di avere più sicurezza al pronto soccorso dove tra codici gialli, rossi e verdi due soli vigilantes a controllare gli ingressi non bastano. Così come non è sufficiente un posto di polizia che opera solo h 12 e alle 20 chiude”.

“Riteniamo doveroso – aggiunge la Fp Cgil – che l’azienda si faccia parte civile al processo, dal momento che sono stati presi di mira servizi e operatori. E che chi ha sbagliato paghi. Non possiamo andare al lavoro in ospedale e diventare noi stessi pazienti, rischiando così ogni giorno la vita”.

L’episodio è avvenuto nella tarda serata di lunedì, quando il gruppo di parenti si era radunato nell’atrio del pronto soccorso a seguito del ricovero della loro congiunta. Ai sanitari non è stato fatto nulla ma la sala è stata devastata. I parenti se la sono presa con tutto quello che gli capitava a tiro, causando danni per migliaia di euro.

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