Palermo, bare insepolte, "Affrontare subito le criticità" - QdS

Palermo, bare insepolte, “Affrontare subito le criticità”

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Palermo, bare insepolte, “Affrontare subito le criticità”

mercoledì 18 Agosto 2021 - 08:02

Lo ha detto ieri a tarda sera il sindaco Leoluca Orlando parlando della situazione del cimitero dei Rotoli dopo la denuncia della Lega. Quasi mille le bare in attesa di sepoltura. Alcune spaccate

“Adottare tutti gli atti utili per affrontare la criticità”, del cimitero dei Rotoli a Palermo con oltre mille bare in attesa di essere sepolte.

Lo ha dichiarato ieri a tarda sera il sindaco Leoluca Orlando, stabilendo che “entro mercoledì 18 agosto dovrà essere predisposto tutto” e, entro il prossimo 31 ottobre, “avvalendosi di tutte le norme poste in essere recentemente per la realizzazione rapida delle gare” d’appalto, queste dovranno essere avviate “per la realizzazione del campo di inumazione e per la riattivazione del forno crematorio”.

E inoltre “la collocazione transitoria delle bare, con precedenza per quella poste a terra, nei loculi liberi del Cimitero di Sant’Orsola, anche indipendentemente dalla preferenza espressa nell’immediato dai familiari”.

E’ stato però specificato che, “nel momento in cui il nuovo campo di inumazione sarà stato realizzato, sarà possibile, se richiesto, trasferirvi definitivamente le salme”.

Inoltre saranno coinvolte le agenzie di pompe funebri “per il trasporto delle bare nel Cimitero di Sant’Orsola” attraverso un accordo con le aziende “finalizzato a rendere il più rapido possibile il trasferimento”.

Il fine è quello di giungere alla “accelerazione di ogni altra operazione necessaria già avviata con precedenti decisioni”.

Infine il sindaco si è richiamato a quello che ha definito “l’indispensabile contributo delle maestranze comunali”, sollecitando i lavoratori “ad aderire alle attività, contrattualmente remunerate, che consentano un potenziamento delle azioni”.

Il cimitero va a Rotoli

Quella delle bare insepolte nel cimitero dei Rotoli è una vicenda che, a due anni dall’inizio della pandemia, rappresenta ancora un’emergenza.

All’inizio, nel 2019, erano poco più di trecento le salme da tumulare, e avevano raggiunto, nella scorsa estate, il numero di cinquecento, tanto che il sindaco Orlando aveva liquidato l’assessore al ramo e prendendo ad interim il dossier cimiteri: nulla da fare.

Da qualche mese è arrivato un nuovo titolare, Antonino Sala, ma intanto il numero delle bare è salito a mille, con un trend che non accenna a diminuire.

Adesso il grande caldo ha trasformato in incubo quello che da emergenza è ormai un dato strutturale, con l’aggravante che alcune bare si sono spaccate e si parla di “rischio sanitario”.

Emergenza quarantennale

Ma la questione del cimitero non si può certo attribuire alla giunta Orlando: è irrisolta da quarant’anni, quando veniva definita “preoccupante”.

Qualcuno ha provato a mettere qua e là una pezza, prima della sua prevedibile esplosione. Restano sulla carta alcuni interventi programmati, in testa l’annosa questione del forno crematorio, guasto un giorno sì e l’altro pure.

Vecchio di quarant’anni, si procede con improbabili manutenzioni, mentre giace nei cassetti il progetto del nuovo forno, finanziato nel 2015 con circa tre milioni: è un insulto ai morti e ai loro parenti, costretti a cremare i propri defunti a Messina o a Reggio Calabria.

C’è un progetto per realizzare un nuovo camposanto nella borgata di Ciaculli, che gode di un finanziamento di 15 milioni. Ma le aree sono mai state requisite, in barba al Prg che destina una porzione di territorio ad area cimiteriale.

Adesso Orlando punta sulla soluzione tampone – individuata qualche mese fa – del trasferimento delle salme al cimitero di Sant’Orsola, gestito da una fondazione.

L’interrogazione di Salvini

Intanto, Matteo Salvini, venuto a conoscenza di quanto accade ai Rotoli, ha annunciato un’interrogazione parlamentare sulla questione dei morti insepolti e un prossimo sopralluogo al cimitero dei Rotoli.

Chissà se il capo della Lega avrà anche il coraggio di parlare della “rapina” di 840 miliardi del Nord al Sud certificata nel rapporto 2020 da Eurispes e che ha sottratto tutte le risorse al Meridione a beneficio delle regioni del Settentrione.

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