Concessioni per il suolo pubblico continua lo scontro a Palermo - QdS

Concessioni per il suolo pubblico continua lo scontro a Palermo

Gaspare Ingargiola

Concessioni per il suolo pubblico continua lo scontro a Palermo

martedì 18 Maggio 2021 - 00:03

Con la zona gialla e la riapertura dei locali è stata sottolineata la necessità di supportare le attività di ristorazione. Chiesto un provvedimento che semplifichi le procedure vigenti

PALERMO – Ieri la Sicilia e il suo capoluogo sono tornati in zona gialla, ma è ancora scontro tra Consiglio e Amministrazione sulla concessione del suolo pubblico ai titolari di pub, bar e ristoranti, che possono aprire soltanto con i dehors all’aperto.

Se da una parte soltanto venerdì scorso Comune e Amat hanno finalmente raggiunto un accordo sull’assegnazione del suolo pubblico sulle strisce blu assegnate all’azienda di trasporto pubblico, dall’altra quello stesso giorno la VI Commissione consiliare presieduta da Ottavio Zacco ha inviato una nota al sindaco per richiedere a gran voce un provvedimento (una delibera di Giunta o un’ordinanza sindacale) che semplifichi le procedure di rilascio delle concessioni in deroga ai regolamenti in vigore.

La VI Commissione ha proposto di “prorogare d’ufficio tutte le concessioni di occupazione di suolo pubblico per attività di ristoro all’aperto fino al 31 dicembre 2021”; “di prevedere fino al 31 dicembre, per le domande di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse, di presentare in via telematica all’ufficio competente (via email o via Pec senza l’utilizzo della piattaforma Suap) l’istanza con allegata la sola planimetria”; “di consentire l’utilizzo del suolo pubblico in deroga al regolamento” in “aree poste non oltre 200 metri dall’ubicazione del pubblico esercizio” e “di favorire l’utilizzo di piazze pubbliche”.

“Devo constatare mio malgrado – ha dichiarato il presidente Zacco insieme ai componenti Alessandro Anello, Giulio Cusumano, Igor Gelarda e Francesco Paolo Scarpinato – che per l’ennesima volta la burocrazia vive distante anni luce dai reali bisogni dei commercianti. A causa dei ritardi ingiustificati causati dalla disattenzione da parte dell’amministrazione attiva verso alcune categorie, le attività di ristorazione e food si troveranno sprovviste dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico, causando di fatto, oltre all’ennesima umiliazione, anche un ulteriore danno economico per tutte le attività che non dispongono di spazi esterni già autorizzati”.

Già l’indomani, sabato, il primo cittadino ha colto l’invito della Commissione aprendo all’ipotesi di una deroga: “Il sindaco Leoluca Orlando – si legge in una nota di Palazzo delle Aquile – di concerto con l’assessora alle Attività produttive Cettina Martorana, risolta la questione con l’Amat, ha subito dopo dato disposizioni agli uffici di predisporre provvedimenti urgenti finalizzati a consentire la riapertura di pubblici esercizi mediante l’occupazione dello spazio esterno, anche in deroga a taluni articoli del regolamento approvato dal Consiglio comunale, per l’intero periodo emergenziale”.

Sempre venerdì l’Amministrazione ha annunciato di aver trovato un’intesa con l’Amat sui dehors piazzati sulle strisce blu. Sugli stalli per la sosta a pagamento è in corso da anni un autentico braccio di ferro con l’azienda di trasporto pubblico, con tanto di strascichi giudiziari. Nel caso dei dehors il cortocircuito nasceva dal fatto che, mentre il regolamento comunale prevede (all’articolo 21) che il ristoratore compensi l’Amat (“Nel caso in cui venga concessa l’occupazione, per le attività di ristoro all’aperto di spazi della carreggiata destinata al posteggio a pagamento che sono gestiti dall’Amat, sarà cura del concessionario ristorare l’azienda Amat e inoltrare il relativo nulla osta, rilasciato dall’Amat, al Suap”), il contratto di servizio della partecipata non contempla un ristoro (che infatti non è mai stato quantificato) da parte degli esercenti.

“Le parti, supportate dai rispettivi vertici amministrativi – spiegano dall’Amministrazione – hanno raggiunto un accordo sulla base del quale verrà quantificato in tempi brevi il ristoro ex art. 26 del contratto di servizio stipulato tra il Comune e l’Amat. Nelle more della quantificazione verrà adottata una soluzione temporanea che prevede il pagamento di una somma soggetta ad eventuale conguaglio”.

Ma è proprio sulla definizione del conguaglio che la Lega ha annunciato battaglia: “Finalmente – ha attaccato il capogruppo Igor Gelarda – dopo mesi di dibattito, un problema sollevato dalla Lega all’Amministrazione comunale è stato risolto, almeno dal punto di vista amministrativo. Il Comune è riuscito a quantificare quanto, ogni mese, costerebbe la concessione di uno stallo sulle strisce blu: 150 euro al mese. Questo permetterà ai ristoratori di ottenere finalmente le concessioni che al momento sono totalmente bloccate. Il problema è però che tale somma al momento dovrebbero pagarla i ristoratori. La media degli stalli richiesti sarà mediamente di tre o quattro, quindi ogni ristoratore si troverà costretto a pagare fino a 600 euro al mese”.

“Tutto questo – ha concluso – è inaccettabile, perché bisogna attivare immediatamente un percorso amministrativo per poter utilizzare i fondi nazionali e regionali che sono stati stanziati per pagare il suolo pubblico ai ristoratori, così come previsto anche dalla legge 77/2020”.

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