Palermo, false vaccinazioni: 47 ingannati dall’infermiera No Vax

False vaccinazioni alla Fiera di Palermo, 47 ingannati dall’infermiera No Vax

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False vaccinazioni alla Fiera di Palermo, 47 ingannati dall’infermiera No Vax

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venerdì 25 Marzo 2022 - 08:13

Le immagini riprendono l’infermiera fare l’iniezione, ma poco prima aveva svuotato la siringa su una garza. I "vaccinati" erano convinti di essere protetti dal rischio infezione da Covid-19

La DIGOS della Questura di Palermo, ha dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, ad una ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari, emessa dal GIP di Palermo nei confronti di una infermiera dell’hub vaccinale “Fiera del Mediterraneo”, che si sarebbe resa responsabile di quarantasette episodi di falso ideologico e peculato.

La donna, in servizio presso l’Ospedale Civico di Palermo, era già stata arrestata nel mese di gennaio, in esecuzione di ordinanza applicativa dei domiciliari, poiché avrebbe beneficiato di falsa vaccinazione contro il Covid-19 e praticato false inoculazioni vaccinali nei confronti di due soggetti.

False vaccinazioni su 47 persone

Nello sviluppo dell’attività di indagine, corroborata da videoriprese le cui immagini sono state anche oggetto di perizia medico – legale, è tuttavia emerso che in altre due giornate in cui l’infermiera aveva lavorato presso l’hub “Fiera del Mediterraneo”, la stessa avrebbe praticato, per verosimili convinzioni personali e ideologiche, false vaccinazioni contro il Covid-19 nei confronti di quarantasette utenti.

Le immagini in argomento riprendono verosimilmente, infatti, l’infermiera nell’atto di sversare sulla garza il contenuto della fiala, senza iniettare alcunché. Dagli esiti delle indagini, caratterizzate da intercettazioni telefoniche e dagli interrogatori di alcuni degli utenti, si è, in realtà, rilevato che tutti i soggetti che sarebbero stati sottoposti a finta vaccinazione da parte dell’infermiera sembrerebbero, allo stato, completamente ignari della mancata inoculazione e convinti di essere protetti dal rischio dell’infezione da Covid 19.

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