Partiti, punto in comune: niente per il Sud - QdS

Partiti, punto in comune: niente per il Sud

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Partiti, punto in comune: niente per il Sud

Salvo Fleres  |
mercoledì 31 Agosto 2022 - 08:50

Quale attenzione i principali partiti nazionali dedicano al Mezzogiorno?

Per comprendere bene quale sia la reale attenzione che i principali partiti nazionali dedicano al Mezzogiorno basta spulciare i loro programmi, che per comodità dividerei in tre aree: quelli che riguardano le formazioni che hanno presentato la brutta copia del progetto del Governo Draghi, vale a dire il PD ed il duo Calenda-Renzi, quelli che continuano a suonare la stessa musica da oltre vent’anni, vale a dire la troika di centrodestra, e infine quelli che non sanno cosa dire e puntano sul solito confuso assistenzialismo, cioè i grillini, nelle loro svariate e mutevoli sfaccettature di governo e di opposizione.

Il PD, nella sua grande magnanimità, conferma per il Sud il 40% delle somme del PNRR e il 34% del bilancio ordinario, trascurando il dettaglio che questa ripartizione, come è stato più volte sostenuto ed illustrato dalle colonne di questo giornale, non attiva nessuna forma di perequazione, ma semmai fotografa la situazione attuale, figlia della spesa storica, cioè: “chi è ricco resta ricco e chi è povero resta povero”.

La strana coppia Calenda-Renzi, non fa nessuna fatica a programmare qualcosa di originale, e propone pedissequamente la realizzazione delle stesse misure e delle stesse infrastrutture già contenute nel PNRR, vale a dire “niente di nuovo sotto il sole”, neanche un chilometro in più di autostrada o di strada ferrata.

Per i grillini il termine Mezzogiorno equivale al termine sussidi, di solito del tutto improduttivi, anche quando potrebbero esserlo, ma anche lotta alla corruzione, come se il fenomeno fosse soltanto del Sud e non, purtroppo, di tutto il Paese.
Insomma, per loro parlare di saccheggio programmatico dei peggiori e scontati luoghi comuni, paradossalmente, appare persino retorico.

Il centrodestra mantiene l’auspicio del Ponte, l’unica vera grande opera capace di rilanciare l’intero Mezzogiorno, ma solo se si facesse e se si facesse in fretta, così da poter intercettare subito il traffico navale che attraversa il Canale di Sicilia.

Per quanto riguarda il resto, anche il centrodestra conferma la realizzazione delle infrastrutture già previste nel PNRR, ma non parla d’altro e pensa che per fare sviluppo non servano scuole, porti, ferrovie e viabilità, almeno nella stessa quantità presente al Nord, ma serva semplicemente aumentare la sicurezza e contrastare l’immigrazione: cosa necessaria, certo, ma non sufficiente.

Nell’insieme direi che è davvero poco, tuttavia bisogna dare atto della coerenza di questo schieramento, sia nel campo del fattibile, sia in quello del non fattibile, o del non fatto quando si sarebbe potuto fare. Insomma, il Sud, il quale, oltre che tradito, come sempre, adesso è stato pure colonizzato da parlamentari provenienti da altre parti d’Italia, anche questa volta non riceverà nulla di ciò che gli serve davvero per uscire dal guado, se non le solite promesse di cui farebbe volentieri a meno.

Per restare sul tema degli argomenti affrontati spesso da questo giornale, il Mezzogiorno, così stando le cose, se avesse un valido interprete politico, che purtroppo ancora non ha, potrebbe rappresentare l’unica opposizione di qualsiasi maggioranza e persino dei qualsiasi opposizione, dato che le tematiche di sua pertinenza appaiono dolosamente assenti nei programmi di tutte le varie formazioni.

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