Pd, “Su nomine enti parco governo regionale in tilt” - QdS

Pd, “Su nomine enti parco governo regionale in tilt”

Raffaella Pessina

Pd, “Su nomine enti parco governo regionale in tilt”

giovedì 17 Ottobre 2019 - 00:00

Ritirate proposte di nomina dei vertici dei quattro Parchi naturali della Sicilia. Per il M5s è solo una manovra. Il governatore Musumeci, “Dalla Commissione Affari istituzionali dell'Ars un parere politico e non tecnico”

PALERMO – Governo regionale in difficoltà, tra conti in rosso e un’opposizione che conta ben 30 deputati su 70 a Sala D’Ercole. Si inasprisce il rapporto già incrinato tra i due Palazzi del potere siciliani, il Palazzo D’Orléans, quello della Presidenza della Regione e il Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento presieduto da Gianfranco Micciché: lo scontro questa volta si è consumato sulla nomina dei vertici degli enti parco della Sicilia. Nomine predisposte dall’esecutivo Musumeci e che sarebbero dovuti passare ieri in commissione Affari istituzionali all’Ars. A sorpresa è giunta la notizia del ritiro da parte del presidente della Regione Nello Musumeci dell’elenco dei presidenti, cosa che ha scatenato le reazioni dei partiti politici di opposizione presenti all’Ars.

Di “retromarcia scontata” ha parlato Claudio Fava (Sinistra ecologia e libertà), “viste le perplessità e i dubbi che avevamo fatto emergere sulle indicazioni della Giunta regionale. Adesso il Governo dia una guida adeguata a questi Enti, ascoltando i territori e le amministrazioni locali senza utilizzare la macchina regionale, come fatto fino ad ora, unicamente come centro di collocamento per il proprio personale politico”.

Critici anche il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo e il parlamentare Antonello Cracolici, secondo i quali il Governo è andato in tilt. “Ancora una volta siamo di fronte ad un valzer che produce il solo risultato di fare impantanare il Parlamento. È evidente che la maggioranza è saltata, siamo di fronte ad uno scontro perenne che prima ha determinato l’inconsistenza dell’azione amministrativa e delle iniziative legislative, e adesso fa collassare perfino le commissioni. Insomma dopo meno di due anni sono già alla frutta”.

Il M5s insinua che si tratti solo di una manovra: “Non vorremmo che si tratti di un escamotage per fare uscire i nomi dal portone e farli rientrare dalla finestra – ha detto Gianina Ciancio che è componente della commissione Affari Istituzionali – Il ritiro delle nomine non ci lascia sereni, sia perché questi Enti hanno comunque urgente bisogno di una governance stabile, sia perché è alto il rischio che gli stessi nomi vengano riproposti come commissari. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un’ulteriore gestione commissariale, che dura ormai da anni”.

Nella serata di ieri è poi giunta una replica da Palazzo D’Orléans, in cui il presidente della Regione Musumeci informa il presidente dell’Ars Micciché che ha richiesto un parere legale per sapere se “La prima Commissione parlamentare dell’Ars può esprimere valutazioni di ordine politico sulle nomine proposte dal governo per gli Enti sottoposti a vigilanza”.
La decisione di ritirare le nomine è stata assunta – ha spiegato Musumeci – perché, la Commissione Affari istituzionali dell’Ars si sarebbe indirizzata verso un parere più politico che tecnico, volto a stabilire la sussistenza dei titoli dei designati.

“Sul punto – prosegue Musumeci – vale la pena di osservare che – come affermato anche dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione, chiamate entrambe per le rispettive competenze a dirimere una controversia interpretativa sulla natura giuridica del “parere” espresso dalle Commissioni legislative – il Governo ritiene che, nei casi nei quali i pareri delle Commissioni rappresentano un passaggio endoprocedimentale di un atto amministrativo, il loro sindacato, proprio per la natura di tale ‘procedimento’, non possa estendersi (con le eventuali conseguenze di legge) a pur legittime valutazioni di ordine politico/partitico, valutazioni queste che, invece, sono e restano proprie del procedimento legislativo e di quegli atti di indirizzo che si connaturano per non avere alcuna attinenza con il procedimento amministrativo”.

Insomma, secondo Musumeci la commissione dell’Ars non potrebbe esprimere pareri sulle scelte del Governo regionale, sostituendosi “al soggetto legittimato dalla legge a compiere le scelte discrezionali” ma può verificarne la legittimità.

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