Per l’aeroporto di Palermo un altro mese da crisi nera - QdS

Per l’aeroporto di Palermo un altro mese da crisi nera

Gaspare Ingargiola

Per l’aeroporto di Palermo un altro mese da crisi nera

martedì 06 Ottobre 2020 - 00:03
Per l’aeroporto di Palermo un altro mese da crisi nera

Nel mese di settembre il Falcone-Borsellino ha registrato un crollo del 43,7% sul 2019. Test limitati agli arrivi da alcuni Paesi dopo le code e gli assembramenti dei giorni scorsi

PALERMO – Non sono giorni facili per la Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino. La pandemia ha ridotto drasticamente il traffico aereo in tutto il mondo e anche settembre ha fatto registrare percentuali di voli e passeggeri in netto calo rispetto all’anno scorso.

In più, c’è la scottante partita dei tamponi da gestire. Il governatore Nello Musumeci vorrebbe che si eseguissero a tappeto su tutti i passeggeri in transito dai porti e dagli aeroporti siciliani in arrivo dai Paesi esteri (ordinanza 36 del 27 settembre). Punta Raisi, però, ha alzato bandiera bianca dopo che l’esecuzione dei tamponi su due voli in arrivo quasi in contemporanea da Wroclaw e Norimberga ha creato lunghe code e assembramenti costringendo i turisti a ore di attesa in aeroporto. E questo, come accennato, malgrado il traffico passeggeri di settembre allo scalo internazionale del capoluogo, pur rimanendo stabile, sia comunque nettamente inferiore al 2019.

Dai dati elaborati dal servizio statistiche della Gesap, settembre si è chiuso a -43,78% (401.730 viaggiatori contro i 714.589 dello scorso anno). Agosto si era chiuso a circa -38% (473 mila passeggeri). Dall’inizio della pandemia, il progressivo dei dati di traffico è stato: marzo (83.543, -81,88%), aprile (6.041, -98,98%), maggio (14.664, -97.77%), giugno (78.559, -88.77%), luglio (321.565, -58,52%), agosto (473.961, -38,36%). A settembre 2020, è stata anche registrata una media di circa 15 mila passeggeri al giorno e un indice medio di riempimento di quasi 120 passeggeri a volo. Stabile anche il numero dei voli, che a settembre sono stati 3.394, il 32,95% in meno rispetto ai voli effettuati nello stesso periodo dello scorso anno. Migliora invece il progressivo annuale, da gennaio a settembre, con un calo del 60% del traffico passeggeri (gennaio-agosto era -62,41%): 2.178.871 contro 5.441.968 del 2019 e -52,07% (lo scorso mese era -54,91%) sui movimenti (19.135 contro 39.920 del 2019).

Il traffico in calo, però, non ha reso la vita più facile all’operatore aeroportuale. L’organizzazione dei tamponi si è rivelata più complicata del previsto e l’azienda presieduta da Francesco Randazzo ha deciso di non adeguarsi all’ordinanza di Musumeci: per il momento verrà sottoposto al tampone soltanto chi proviene da Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia, come suggerito dal Governo. “In discussione – ha detto l’accountable manager e direttore generale di Gesap, Natale Chieppa – c’è la sicurezza dei passeggeri, non ci resta altro che chiedere la sospensione di qualche settimana dei test sui viaggiatori provenienti dai paesi Ue ed extra Ue, diversi da Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia, che invece continueranno a essere sottoposti a tampone”.

L’azienda ha convocato l’Asp, l’Ufficio per i controlli di frontiera (Usmaf), la Polizia e la Protezione civile per chiedere all’Enac la momentanea sospensione dei tamponi a causa dei disagi subiti dai passeggeri. “Come accountable manager – ha spiegato Chieppa – devo garantire la sicurezza dei passeggeri in aeroporto. Senza sicurezza non è possibile procedere, almeno fino a quando non ci saranno le condizioni ideali per effettuare, in piena scorrevolezza, le attività del canale sanitario. Ecco perché oggi abbiamo chiesto all’Enac, mettendo a conoscenza anche gli enti di Stato, Polaria, Guardia di Finanza e Usmaf (la sanità aeroportuale), di scrivere alla Regione per comunicare la sospensione, così come è successo a Catania, dei test rispetto all’ultima ordinanza regionale”.

“In attesa che tutto ciò venga formalizzato – ha concluso – proprio per garantire la sicurezza dei passeggeri e sulla base anche dell’analisi certificata dall’Usmaf, l’attività dei tamponi si è concentrata solo sui passeggeri provenienti dai cinque Paesi oggetto dell’ordinanza nazionale: Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia e dalle regioni Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra”.

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