Provenzano, “Ottocentomila posti di lavoro in meno nel Meridione” - QdS

Provenzano, “Ottocentomila posti di lavoro in meno nel Meridione”

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Provenzano, “Ottocentomila posti di lavoro in meno nel Meridione”

martedì 29 Settembre 2020 - 00:00
Provenzano, “Ottocentomila posti di lavoro in meno nel Meridione”

Il ministro, parlando alle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato, ha detto che “Tra Recovery fund e altri fondi europei saranno a disposizione del Mezzogiorno risorse mai viste per obiettivi precisi d'investimento”

ROMA – “Rischiamo di arrivare a fine anno con 600 – 800 mila posti di lavoro in meno al Sud”.
Lo ha detto nel corso dell’audizione nelle commissione Bilancio e Politiche Ue del Senato sul Recovery fund il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, sulla base delle stime del rapporto Svimez. Intervenendo davanti alla commissione Bilancio il ministro ha aggiunto che il Recovery Plan “darà l’occasione di individuare obiettivi precisi e fabbisogni di investimento e questo fa la differenza”.

Secondo Provenzano, per il ciclo di programmazione 2021-2027 considerando il 34% di risorse del Recovery plan si attiverebbe “1 punto all’anno di investimenti aggiuntivi”.

Inoltre “sulla base delle ultime interlocuzione con la Commissione Ue, a fronte di una quota nella nostra parte italiana del Recovery Plan di circa 65 quasi 70 miliardi di aiuti, avremo complessivamente una quota di 43 miliardi di fondi strutturali europei per il ciclo 2021-2027. A questi 43 vanno aggiunti il cofinanziamento regionale e nazionale che, se fosse parametrato sulla base del ciclo precedente, attiverebbe una quota di risorse per programmi operativi nazionali e regionali un totale a 80 miliardi di risorse fresche. Queste risorse riguardano in particolare per i fondi strutturali soprattutto le aree meno sviluppate: di questi 80 miliardi circa 52 miliardi sarebbero destinati secondo il riparto attuale al Mezzogiorno. L’insieme delle risorse attivabili aggiuntive rispetto a quelle ordinarie dello Stato sia per tutto il Paese che per il Mezzogiorno raggiunge quote mai realizzate”.
“Per il ciclo di programmazione 2021-2027 avremo l’1,5% di Pil in più per il Sud, considerando anche il Recovery Plan”, ha aggiunto.

Sul Ponte sullo Stretto, il ministro ha ribadito il suo scetticismo: “Secondo me il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è incompatibile con i tempi del Recovery Fund e chi dice il contrario non ha letto le carte della Commissione Ue”.
“Il progetto del ponte è stato il grande alibi storicamente per non realizzare infrastrutture nel Mezzogiorno, non bisogna aspettare il ponte per avere l’Alta velocità in Sicilia o per portarla in Calabria – ha aggiunto Provenzano, che ha specificato: “non ho alcun pregiudizio ideologico rispetto al ponte”.

Ponte Stretto, Siracusano (Fi): “Da Provenzano continue inesattezze”

“Il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, continua a dire inesattezze in merito alla possibile realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”. Lo afferma in una nota Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia.

“Se la grande opera per collegare Sicilia e Calabria non sarà inserita tra le infrastrutture che il governo considera strategiche, e per le quali pensa di utilizzare le risorse del Recovery Fund, questo – aggiunge – lo si deve solo ad una decisione politica, non certo ad un problema di tempistiche. Il progetto del Ponte sullo Stretto è pronto da anni, ha avuto risconti positivi a livello internazionale, non avrebbe bisogno di ulteriori approfondimenti, e l’opera sarebbe, dunque, immediatamente cantierabile”.

“Se l’esecutivo Conte dice ‘no’, lo fa solo per un insensato pregiudizio che trova antiche radici nell’ideologia dei 5 Stelle e di certa sinistra radicale. Così il Paese non riparte, con la logica della decrescita il Mezzogiorno verrà sempre condannato ad un ruolo marginale”, conclude.

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