Pubblica amministrazione e smart working nella fase 3 - QdS

Pubblica amministrazione e smart working nella fase 3

Andrea Carlino

Pubblica amministrazione e smart working nella fase 3

venerdì 31 Luglio 2020 - 00:00
Pubblica amministrazione e smart working nella fase 3

Nuove disposizioni contenute nella circolare n. 3 del 24 luglio a firma della ministra Dadone: ecco cosa cambia. Presenza non più correlata alle attività urgenti ma all’operatività di tutti gli uffici, fruizione alternata degli spazi comuni

PALERMO – Nuove indicazioni da parte del ministero della Pubblica Amministrazione sulle modalità di lavoro negli uffici pubblici al tempo del coronavirus. La ministra della Pa, Fabiana Dadone, con la circolare n. 3 del 24 luglio scorso, interviene sulla presenza del personale nei luogo di lavoro: in particolare, la presenza dei dipendenti non è più correlata alle attività ritenute indifferibili ed urgenti.

Le nuove disposizioni tengono conto ora della nuova fase, in cui occorre “adeguare l’operatività di tutti gli uffici alle esigenze dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali”. Pertanto le amministrazioni possono prevedere il rientro in servizio anche del personale fino ad oggi non adibito alle attività indifferibili ed urgenti. Viene confermato che la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’amministrazione. Non sarà più possibile esentare dal servizio quei dipendenti pubblici le cui attività non siano organizzabili in modalità agile. Il protocollo prevede che le pubbliche amministrazioni si impegnino a garantire dotazione di appropriati dispositivi di protezione individuale per i lavoratori che svolgono attività in presenza o che lavorino in maniera ordinaria in postazioni di lavoro in spazi condivisi.

Inoltre, la protezione dei lavoratori dovrà essere garantita, ove possibile, anche attraverso l’utilizzo di barriere separatorie. Per i lavoratori che svolgono attività a contatto con il pubblico e/o che prestano servizi esterni, in aggiunta ai dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie, potrà essere previsto l’impiego di visiere, garantendo adeguata formazione al loro utilizzo. Il documento sottolinea l’importanza di garantire, ogni giorno, la pulizia e l’igiene accurata degli ambienti lavorativi, delle postazioni individuali di lavoro, dei servizi igienici e degli spazi comuni e degli impianti prevedendo frequenti interventi sia sugli spazi di fruizione condivisa che sulle dotazioni strumentali, (come ad esempio la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse). È anche necessario effettuare operazioni routinarie di sanificazione negli ambienti e sugli impianti di condizionamento dell’aria, in funzione dell’orario di attività, oltre che assicurare adeguato e costante ricambio d’aria. Nel caso di presenza di una persona affetta da Covid-19 all’interno dei locali dell’amministrazione, si procede alla pulizia e sanificazione, nonché alla loro ventilazione.

Per gli spazi comuni, comprese le attività di ristoro, le mense e le aree fumatori, è necessario favorire misure di fruizione alternata, anche limitando i tempi di permanenza all’interno degli stessi e, qualora non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale, assicurando l’utilizzo di mascherine e favorendo la ventilazione continua dei locali. Bisogna inoltre favorire una corretta e frequente igiene delle mani anche attraverso ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. Il documento, infine, invita le singole pubbliche amministrazioni a promuovere la formazione del personale in modalità e-learning e il ricorso alle riunioni con modalità telematica qualora non sia possibile garantire il giusto distanziamento sociale.

fabiana dadone

Fabiana Dadone: “Il lavoro agile ha salvato lo Stato nel momento più buio”

ROMA – “Sembra essere divenuto il vero male dell’Italia in crisi, la crisi stessa a leggere i giornali o a sentire autorevoli opinionisti da salotto, però l’aver messo in smart working i lavoratori, ove era possibile, ha salvato i servizi essenziali per gli italiani”. Lo scrive il ministro della Pa Fabiana Dadone sul blog di Beppe Grillo.
“Ha salvato la macchina dello Stato – si legge ancora nel post – nel momento più buio e questo non va mai dimenticato. Ma cerco di raccontarvi meglio quello che abbiamo fatto e ciò che faremo per cambiare radicalmente, in meglio, l’efficienza dell’apparato pubblico e non solo”.

Per Dadone “il Pola (Piano organizzativo del lavoro agile), nato come conseguenza a questa esperienza, fa questo: lascia l’onere della riorganizzazione delle diverse e complesse aree della Pa alla sua dirigenza. La politica crea le premesse, fornisce linee guida, accompagna, aiuta, ma senza mai fare ingerenze. Ci sono attività che possono essere svolte in maniera agile, altre no. Saranno i dirigenti a dire quali e in quale modalità”.
La ministra intende portare avanti una “rivoluzione” che porti la pubblica amministrazione a fare da traino per il rilancio del Paese. “Quello che ho in mente – ha spiegato Dadone – è una riorganizzazione del lavoro sul fronte dello smart working, delle nuove modalità di organizzazione del coworking, dell’efficientamento e della razionalizzazione delle sedi. Tutto questo a cascata si ricollega all’innovazione tecnologica di tutta la pubblica amministrazione”.

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