Quali sono i sintomi della variante Omicron? I due strani indizi della mutazione - QdS

Quali sono i sintomi della variante Omicron? I due strani indizi della mutazione

Luigi Ansaloni

Quali sono i sintomi della variante Omicron? I due strani indizi della mutazione

martedì 30 Novembre 2021 - 19:31

Una buona notizia che mette un freno ai timori incontrollati per la variante Omicron arriva dal Paese-pilota nella lotta al Covid, Israele

Quali sono i sintomi riscontrati nei positivi della variante Omicron? Fino ad ora, per fortuna, pare che gli effetti di questa nuova minaccia sudafricana siano molto, molto più lievi.

Questo è quello che hanno notato gli studiosi osservando i pazienti colpiti dalla Omicron, anche qui in Italia. Stando a quanto visto finora, il sintomo più intenso sarebbe una forte spossatezza, accompagnata da dolori muscolari e ossei. Talvolta potrebbero esserci anche un mal di testa di media intensità e la sensazione di gola irritata. 

Il prurito alla gola, tra l’altro, è un sintomo che non compare in chi è stato contagiato dalla Delta, che invece provocava febbre, difficoltà di respirazione, forte mal di gola, perdita di gusto e olfatto, alterazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue, compromissione polmonare.

I dati in Israele

Una buona notizia che mette un freno ai timori incontrollati per la variante Omicron arriva dal Paese-pilota nella lotta al Covid, Israele: “I primi dati mostrano che con tre dosi di vaccino Pfizer si è protetti dalla variante Omicron”. Sono le parole del ministro della sanità Nitzan Horowitz che ha spiegato: “La situazione è sotto controllo e non c’è motivo di panico. Ci aspettavamo una nuova variante e siamo pronti. Nei prossimi giorni avremo informazioni più precise sull’efficacia del vaccino, ma le prime indicazioni mostrano che coloro che hanno un richiamo sono molto probabilmente protetti contro questa variante”.

Affermazioni che hanno il potere di rasserenare dopo cinque giorni in cui il mondo ha tremato davanti all’ipotesi che la variante con 32 mutazioni isolata in Sud Africa, e definita subito come variante ‘di preoccupazione’ dall’Oms, potesse decretare l’inutilità dei vaccini anti-Covid. Prima ancora che dall’altra sponda del Mediterraneo arrivasse la posizione di Israele, è stata la direttrice esecutiva dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) Emer Cooke, a calmare le acque sull’efficacia degli immunizzanti: “I vaccini autorizzati sono efficaci e continuano a salvare le persone da forme gravi e dalla morte. Anche se la nuova variante si diffonderà di più, i vaccini che abbiamo continueranno a garantire protezione”. E ha insistito sulla necessità di fare i richiami. Nel mentre l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha rilevato 42 casi della variante Omicron finora registrati nell’Ue.

Moderna: “Vaccini meno efficaci”, è polemica

Meno rassicurante invece è stato l’amministratore delegato della casa farmaceutica Moderna Stéphane Bancel, che in un’intervista ha affermato di prevedere un “calo sostanziale” dell’efficacia degli attuali vaccini contro la variante Omicron, mentre serviranno dei mesi per mettere a punto nuovi vaccini efficaci. “Penso che in nessun modo l’efficacia possa essere la stessa che abbiamo avuto con la Delta”, ha rincarato. Per Bancel insomma sarebbe prevedibile “un calo sostanziale” dell’efficacia dei vecchi vaccini: “non so dire di quanto perché dobbiamo aspettare i dati. Ma tutti gli scienziati con cui ho parlato dicono che non sarà buono”. Dichiarazioni che hanno sollevato un’alzata di scudi da parte degli esperti che considerano fuori luogo affermazioni che non si basino su dati certi. “Premature e fuorvianti in questo momento”, ha bocciato le parole di Bancel il microbiologo Antonio Cassone, membro dell’American Accademy of Microbiology, ed ex direttore di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. “Sarà possibile fare chiarezza quando ci saranno i dati di ricerche e osservazioni cliniche – ha spiegato – questi dati mancano. Sappiamo già che questi vaccini non proteggono sufficientemente dall’infezione ma proteggono dalla malattia ed è probabile – ha continuato – che le persone pienamente vaccinate, inclusa la terza dose appena possibile per tutti, saranno sufficientemente protette dalla malattia”. Insomma per Cassone dichiarazioni di questo tenore “scombussolano soltanto le persone”. Sulla stessa linea Roberto Cauda, infettivologo del Policlinico Gemelli, che ha aggiunto un ulteriore dettaglio: “Il virus non è cambiato totalmente, tanto da impedire ai vaccini di funzionare. Il vaccino stimola il sistema immunitario, con la terza dose si ha una risposta immunitaria superiore, più ampia, e si potrebbe ottenere un effetto trascinamento inducendo il sistema immunitario ad allertarsi anche contro la variante Omicron”.

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