Ragusa, strade sommerse dai rifiuti: “Danno anche per il turismo” - QdS

Ragusa, strade sommerse dai rifiuti: “Danno anche per il turismo”

Stefania Zaccaria

Ragusa, strade sommerse dai rifiuti: “Danno anche per il turismo”

mercoledì 29 Giugno 2022 - 08:53

Il presidente del cda della Srr e sindaco di Ragusa, Cassì sta verificando la disponibilità della discarica di Enna ma non ci sono tempi certi: “Viviamo in emergenza per colpe che non sono nostre”

RAGUSA – Non c’è una strada, in provincia, che non sia invasa dalla spazzatura. Sono giorni, infatti, quasi diverse settimane ormai, che non viene ritirato l’indifferenziato.

Si sapeva benissimo che la discarica in provincia di Catania stava per esaurire lo spazio a disposizione ma nulla è stato fatto a proposito. Così si è arrivati allo stop definitivo e non ci sono ancora date certe circa il ritiro. In alcune zone, quelle più esposte agli occhi dei turisti, la spazzatura è stata ritirata e, addirittura, sono stati eliminati anche i cassonetti del secco, come a intimare ai cittadini il divieto di portare i rifiuti fuori dalle proprie abitazioni.

Chiesta la disponibilità della discarica di Enna

Se da un lato persiste un certo grado di inciviltà nella realizzazione della differenziata – perché spesso tra i rifiuti del secco se ne trovano numerosi che andrebbero differenziati – dall’altro c’è un sistema che proprio non riesce a funzionare, in Sicilia. Se il Nord riesce a differenziare da diversi decenni e noi non riusciamo a farlo nel 2022, vuol dire che c’è proprio qualcosa che non va in tutto l’ingranaggio. Adesso però la situazione è preoccupante. Il presidente del Cda della Ssr nonché sindaco del comune di Ragusa Peppe Cassì sta verificando la disponibilità della discarica di Enna ma non ci sono tempi certi. Intanto da Ispica arriva la disponibilità per una nuova discarica.

“Viviamo da 2 settimane in emergenza e non per colpe nostre e ho chiesto ripetutamente un intervento della Regione – ha riferito Cassì -. Noi vogliamo tornare ad essere una provincia pulita. Lo sappiano a Palermo”. Insieme alla preoccupazione per la salubrità delle città, c’è anche il timore che ciò interferisca con il turismo: non è per niente allettante dover cenare con cattivi odori e con cumuli di rifiuti posti ormai in ogni strada. “Un danno di proporzioni inimmaginabili per le nostre città barocche che, tra l’altro – ha sottolineato il presidente della Cna Ristorazione Ragusa Federica Muriana – proprio in questo periodo sono invase dai visitatori. E noi non riusciamo a fare altro se non a proporre la cartolina di un territorio massacrato dalla presenza dei sacconi di immondizia”.

La proposta di Legambiente

Da Legambiente arriva una proposta, ossia “chiudere il ciclo dei rifiuti con un piccolo impianto per la gestione del residuo. Fino a quando ci saranno resistenze per questo impianto che ospiterà solo rifiuto secco non putrescibile molto diverso dalle vecchie discariche, dovremo inviare fuori regione i nostri rifiuti. Il comune di Ragusa e Vittoria hanno già dato come impianti, tocca agli altri comuni ospitare questo sito. Se arrivassimo all’80 per cento di Rd riducendo i materiali riciclabili ancora presenti nel secco residuo, dato possibile e probabile gestendo bene il ciclo dei rifiuti, e rientrassimo nei livelli medi nazionali di qualità di raccolta avremmo da smaltire non più di 20.000 tonnellate annue di rifiuti”.

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