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Regione, 14 miliardi di debiti: il QdS lo scrive da anni

Raffaella Pessina

Regione, 14 miliardi di debiti: il QdS lo scrive da anni

mercoledì 12 Giugno 2019 - 10:59
Regione, 14 miliardi di debiti:  il QdS lo scrive da anni

I dati della Commissione speciale: le conseguenze graveranno sugli incolpevoli cittadini siciliani. L'assessore Gaetano Armao: "mettere a posto i conti con procedure trasparenti dopo anni di spese dissennate”

PALERMO – Il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha presentato ieri alla stampa gli esiti della Commissione di studio sulle cause del disavanzo (2,1 miliardi) maturato nella precedente legislatura che il governo Musumeci si è ritrovato a dover coprire nel 2019, con i conseguenti effetti sul riequilibrio dei conti pubblici regionali.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente della commissione, Giovanni Sapienza e il Ragioniere generale della Regione, Giovanni Bologna. Armao ha annunciato che esiste l’ipotesi che il debito nei confronti di Roma per il prossimo triennio possa essere estinto in un arco di tempo di dieci anni.

“Di certo – ha detto Armao – gli accordi che sono stati firmati dal precedente governo regionale con Roma sono irreversibili e su quelli non ci si può fare nulla, comprese le rinunce fatte in quella occasione di applicare le specialità statutarie.

Ma il disavanzo 2017 da 2,1 miliardi di euro rappresenta solo la punta dell’iceberg: la situazione economico-finanziaria della Regione è ben più grave e complessa. è un dato monstre quello che emerge dalla relazione finale della Commissione, secondo la quale fino al 2048 sulle nuove generazioni graveranno oneri per 13,65 miliardi di euro, importo che comprende disavanzo e debito pubblico. Una cifra spaventosa a cui il Quotidiano di Sicilia era giunto già anni fa, denunciando lo spaventoso “rosso” delle casse regionali.

“I disavanzi vanno esaminati non solo a consuntivo, ma anche in una visione prospettica per le refluenze che avranno sulle future generazioni – scrivono gli esperti della commissione nella relazione finale – Le modalità con cui recuperare il disavanzo in relazione all’entità rilevante dell’importo incidono inevitabilmente sugli investimenti e producono rilevanti effetti sull’attuazione di politiche finanziarie e fiscali per la crescita in Sicilia”.

La Commissione, composta da specialisti e studiosi indipendenti, ritiene “che nel mandato ricevuto si debba tenere in debito conto che il disavanzo di un ente non si cancella nel tempo e viene trasferito a tutti i cittadini sino a quando non viene coperto”. E che “il disavanzo oggetto di indagine originato negli anni passati sarà comunque ripianato dai cittadini”. Per cui “per i rilevanti impatti sulla sostenibilità finanziaria dei prossimi anni della Regione”, la Commissione “auspica che le risultanze dell’indagine possano fornire un quadro chiaro e trasparente delle cause di questa critica situazione”.

Istituita dall’assessore all’Economia il 18 marzo 2019 con apposito decreto, della commissione hanno fatto parte: Giovanni Sapienza, già dirigente generale bilancio e tesoro, revisore legale esperto in contabilità pubblica (in funzione di presidente); Maria Esmeralda Bucalo, docente di diritto costituzionale dell’università di Palermo; Riccardo Compagnino, dottore commercialista, esperto in controllo di conti pubblici; Raffaele Mazzeo, dottore commercialista, esperto in controllo di conti pubblici. Le funzioni di segreteria sono state svolte da Donatella Milazzo, capo della segreteria dell’assessore dell’Economia. Armao, ha poi annunciato che la giunta ha approvato il rendiconto generale per il 2018 e che sarà a breve trasmesso alla Corte dei Conti. “Oggi si riunirà la Commissione Paritetica Stato Regione e finalmente si darà il via libera all’introduzione, anche nella nostra regione, del giudizio contabile e all’istituzione di un collegio dei revisori dei conti, come nelle altre regioni. Finalmente riportiamo la Sicilia alla normalità e a mettere a posto i conti con procedure trasparenti dopo una crisi decennale e anni di spese dissennate”.

Raffaella Pessina e Patrizia Penna

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