Responsabilità dei giornalisti Era dell’incompetenza Vincono i furbi - QdS

Responsabilità dei giornalisti Era dell’incompetenza Vincono i furbi

Carlo Alberto Tregua

Responsabilità dei giornalisti Era dell’incompetenza Vincono i furbi

mercoledì 09 Settembre 2020 - 00:00

Si dice in giro che Internet sia un pozzo di scienza, ma qualcuno ha aggiunto l’aggettivo: avvelenato. Perché? Perché diffonde menzogne e bugie, in quanto i mestatori della verità di proposito ingannano la buona fede degli internauti. I quali sono cittadini che valutano i problemi gravi della Comunità, ma che non si formano un’idea personale, perché in genere pensano con la testa degli altri.
La Democrazia è meravigliosa, però è piena di buchi e difetti, primo fra i quali la stupida regola che uno vale uno. Della questione si è occupato Alexis de Tocqueville (1805-1859) in La democrazia in America, pubblicato nel 1835 e, più recentemente, Mario Monti e Sylvie Goulard in La democrazia in Europa (2012).
L’ignoranza pubblica influenza la politica attraverso i sondaggi, nei quali i cittadini danno risposte senza sapere spesso di che cosa trattino le domande.
Una vera Democrazia avrebbe bisogno di cittadini consapevoli, in possesso di credenziali opportune e quindi con la capacità di valutare correttamente fatti e circostanze.

Chi non ha competenza spesso viene soverchiato da risentimento e da rabbia, perché si viene guidati dalla pancia anziché dal cervello. Questo accade perché ognuno non si autoeduca al controllo del proprio istinto e non provvede a funzionare in base al buonsenso che dovrebbe generare buoni sentimenti, fra cui ragionevolezza ed equità.
E poi, ogni persona dovrebbe imparare a ragionare secondo i principi della logica, in modo da non essere intossicato da informazioni fasulle. Responsabilità di questo stato di cose sono la scuola e l’università che non fanno capire fin dai primi anni di studio dei giovani quali siano le verità che dovrebbero diffondersi in una Comunità.
Tuttavia, spesso il Popolo ha una saggezza naturale, secondo la quale individua a naso certe verità. Ecco una delle ragioni per le quali vi è un continuo movimento dell’elettorato che si sposta repentinamente da un punto all’altro dell’agone politico.
L’argomento che trattiamo è la fonte dell’attuale instabilità politica delle istituzioni e del fatto non secondario che esse sono occupate da persone senza esperienza e senza competenza, non in grado di affrontare e risolvere adeguatamente i gravi problemi che pesano sulla Comunità nazionale.
Ritorniamo spesso su questa materia perché riteniamo utile porre alla valutazione dei lettori la questione che è a monte di tutti e cioé la capacità di ogni cittadino di ben valutare quello che accade.
Purtroppo vi è tanta gente che sostiene di avere studiato approfonditamente le diverse questioni. Dove? ‘All’università di Google’. Nessun commento.
Su Internet c’è gente che ne spara di tutte le dimensioni, convinta di dire la verità e non sapendo che invece scrive falsità, le quali hanno un effetto eco, cioè si amplificano e si diffondono creando quell’esito negativo consistente nel fatto che chi successivamente legge, pensa di apprendere verità, mentre, appunto, sono falsità.
In questo quadro, i politici mediocri ci sguazzano volentieri perché essi sanno che per ottenere consensi dalla maggior parte della popolazione, che è ignorante, basta propinare menzogne credibili.
Cosicché tutto si riduce ad un confronto fra falsità, rispetto alle quali le verità stentano ad emergere, anche perché le prime spesso sono gradevoli, mentre le seconde sono pesanti.

In questo scenario, lo abbiamo ripetuto più volte, hanno un ruolo di grande responsabilità coloro che diffondono informazioni e soprattutto i giornalisti che dovrebbero tenere sul loro comodino – come ci diceva Carlo Verna, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, venuto al nostro forum pubblicato il 17 novembre 2018 – il Testo dei doveri, come la Bibbia.
Ed invece questo purtroppo non accade perché i quotidiani in primo luogo, le televisioni e le radio pubbliche e private dopo, si schierano per questa o per quella parte e quando trasmettono i fatti non cercano completezza ed obiettività, bensì come essi possano essere rappresentati per avvantaggiare la parte che li sta esponendo.
Insomma, giornalisti con la schiena dritta, tipo Montanelli, Biagi o Bocca, oggi se ne contano pochi, perché gran parte di essi è affiliata a questo o a quello.
Ci rendiamo conto di rappresentare una verità che punge, però ricordiamo che la puntura non è responsabilità nostra, ma della verità stessa.

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