Rifiuti, Comuni etnei sì a impianto pubblico per l’umido - QdS

Rifiuti, Comuni etnei sì a impianto pubblico per l’umido

Melania Tanteri

Rifiuti, Comuni etnei sì a impianto pubblico per l’umido

martedì 25 Febbraio 2020 - 00:02

Il nuovo impianto sorgerà nella zona industriale di Catania, a Pantano d’Arci, e permetterà di risparmiare sui costi di conferimento in discarica

CATANIA – Un risparmio di milioni di euro ma soprattutto l’avvio di una rivoluzione rispetto al passato. L’approvazione, da parte di 27 Comuni sui 28 che compongono la Srr Catania area metropolitana, della convenzione per l’affidamento da parte della Comune di Catania di un’area della zona industriale individuata affinché venga realizzato l’impianto anaerobico di digestione dell’umido, rappresenta un primo passo importante verso un cambio di rotta nella gestione del ciclo dei rifiuti.

La struttura dovrebbe sorgere nella zona industriale di Catania, a Pantano d’Arci per la precisione e, una volta completata, comportare risparmi ingenti per quanto riguarda i costi dello smaltimento dei rifiuti ma anche profitti per i Comuni, fino a oggi esclusi dalla gestione del ciclo della spazzatura. Come spiega il sindaco di Sant’Agata Li Battiati, Marco Rubino, vicepresidente della Srr e promotore dell’iniziativa. “Grazie all’approvazione quasi all’unanimità dell’assemblea dei soci – afferma – finalmente si avrà un cambio di passo epocale per quel che riguarda gli impianti dove conferire l’umido che va a finire, oggi, nelle discariche private. È un impianto da 100.000 con tonnellate e attualmente la Srr ne produce circa 45.000 – prosegue: è stato pensato con una progettualità per poter inserire Catania, che ha bisogno di un impianto che sarà capace di raccogliere quanto, si spera, sarà prodotto da qui a breve con l’affidamento dell’appalto”.

Sull’aspetto rivoluzionario dell’iniziativa si sofferma l’assessore all’Ambiente del Comune di Catania, Fabio Cantarella. “Si tratterebbe del primo impianto pubblico – aggiunge – e porterà anche a invertire una tendenza che per decenni ha dato la possibilità ai privati di fare un po’ quel che volevano. Iniziare a fare impianti pubblici – sottolinea – significa poter noi stessi trarre profitti dalla differenziata. Si sta rompendo con un passato pesante, in cui la gestione è stata lasciata interamente ai privati – continua – c’è un commissario ad acta nominato proprio per questo e ci sono i finanziamenti, parliamo di 18 milioni di euro”.

Non solo: l’impianto, una volta realizzato, porterà a una riduzione dei costi di discarica di circa 3 milioni per i Comuni che compongono la Srr. “Su un risparmio di 3 milioni di euro – prosegue Cantarella – il Comune di Catania avrà una fetta importante considerato che produce il 40% dei rifiuti. E poi, iniziare a fare impianti pubblici significa per noi stessi trarre profitto dalla differenziata”.

L’iter è avviato: spetterà adesso al commissario ad acta nominato dalla Regione, Sebastiano Conti Nibali, procedere con la realizzazione del progetto definitivo e poi mandarlo in gara. Ma non c’è tempo da perdere. “La convenzione ha avuto un primo passaggio in Giunta – continua l’assessore – il sindaco ci tiene tantissimo e abbiamo accelerato. Abbiamo fatto un sopralluogo e il giorno dopo abbiamo approvato la delibera, perché sappiamo l’importanza di iniziare, anche perché i fondi sono a esaurimento e dobbiamo arrivare prima”.

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