Riforma formazione professionale, primi passi in Aula - QdS

Riforma formazione professionale, primi passi in Aula

Michele Giuliano

Riforma formazione professionale, primi passi in Aula

sabato 27 Luglio 2019 - 03:00
Riforma formazione professionale, primi passi in Aula

Approvato il disegno di legge all’Ars, previsti tra gli altri: catalogo dell’offerta e sistema di certificazioni. Il fronte degli addetti ai lavori però si spacca, non tutti sono d’accordo sulle modifiche

PALERMO – Una nuova strada per la formazione professionale. È stato approvato all’unanimità in V Commissione all’Ars, il disegno di legge che riforma l’intero sistema del settore, e le reazioni sono diverse e varie.

Alcune plaudono ai contenuti del ddl, altri la considerano la tomba del personale al momento inserito in albo. Il primo a gioire è stato l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla: “È un passo importante, per il quale mi ritengo particolarmente soddisfatto, che precede la discussione in Aula del ddl, prevista nei prossimi mesi. L’impegno del governo Musumeci è stato orientato alla tutela del personale della formazione professionale, alla valorizzazione dei percorsi di istruzione tecnico-superiore e al raccordo con il sistema dell’istruzione”.

In totale distonia le parole dell’associazione di categoria degli “Irriducibili della Formazione Professionale in Sicilia”, che ci tengono a voler sottolineare come non abbiano contribuito o avallato il ddl: “È opportuno pubblicare questa precisazione – scrive Gianfranco Bono, rappresentante dell’organizzazione – per smentire categoricamente qualche mentitore seriale che, probabilmente, per il caldo afoso ha avuto qualche miraggio! Contrasteremo con tutte le nostre forze questo tentativo di seppellire definitivamente gli operatori del settore”.

Molto più miti le posizioni dell’Ugl Sicilia, nelle parole di Giuseppe Messina, segretario regionale del sindacato: “Un impianto normativo condivisibile che ha trovato il confronto aperto e approfondito con le parti sociali – scrive Messina – in sede assessoriale prima ed in Commissione Cultura e Lavoro dopo e che ha visto accolti alcuni suggerimenti dell’Ugl. Adesso la parola all’Aula dove auspichiamo che ci sia una discussione costruttiva e celere”.

Nel testo è previsto il mantenimento, il funzionamento e l’aggiornamento dell’Albo degli operatori della formazione professionale, il reclutamento, fino al 31 dicembre 2025 dei lavoratori in applicazione dell’articolo 5 della legge n.10/2018 con carattere prioritario ed evidenza pubblica da parte degli organismi formativi.

Introduce la programmazione triennale dei percorsi formativi in obbligo scolastico con copertura individuata dal bilancio della Regione Siciliana, la conferma dell’avvio delle attività in concomitanza l’apertura dell’anno scolastico delle scuole statali. Ancora, il disegno di legge prevede l’istituzione del Catalogo regionale dell’offerta formativa, del Sistema delle Certificazioni, e introduce l’Albo dei soggetti accreditati e il Comitato per le Politiche Regionali della Formazione Professionale con funzioni di Osservatorio di settore, modificando, inoltre, l’assetto dipartimentale dell’assessorato prevedendo il Dipartimento della Formazione professionale ed il Dipartimento dell’Istruzione, dell’Università e del Diritto allo Studio.

Centralità è data alla formazione continua e permanente con il coinvolgimento fattivo dei Fondi interprofessionali ed all’aggiornamento del personale del settore pena la decadenza dall’Albo.

Una valutazione è stata espressa dall’Asael, associazione che riunisce gli amministratori locali siciliani. Questa è stata chiamata in V Commissione a esprimere il proprio punto di vista sulla proposta. Al tavolo ha partecipato il presidente dell’Asael, Matteo Cocchiara, che ha concordato sulla “assoluta necessità di mettere mano al sistema di accesso al mondo del lavoro per favorire l’occupazione, l’inclusione sociale e la produttività”. Cocchiara ha sottolineato che sarebbe opportuno “includere fra i destinatari del disegno di legge anche i dipendenti degli enti locali e gli stessi amministratori pubblici, al fine di adeguarne conoscenze e competenze nello svolgimento delle loro funzioni”.

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