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Rinnovabili in Sicilia, burocrazia blocca tutto, obiettivi 2030 irraggiungibili

Gabriele DAmico

Rinnovabili in Sicilia, burocrazia blocca tutto, obiettivi 2030 irraggiungibili

venerdì 07 Gennaio 2022 - 01:30

Svimez, in Sicilia servono investimenti pari a 9 miliardi per raggiungere gli obiettivi climatici del 2030, ma come rivela il dirigente Santacolomba "la crescita degli impianti eolici è pari a zero"

Progetti bloccati

Se gli impianti di produzione delle rinnovabili effettivamente connessi sono praticamente gli stessi dal 2018, va detto che molti sono invece quelli in attesa di autorizzazione in Commissione Via/Vas. “A noi risulta che sono in corso di autorizzazione in commissione Via/Vas impianti per 9mila megawatt tra eolico e fotovoltaico – spiega Domenico Santacolomba -. Se ne riuscissimo a fare 3400 raggiugeremmo l’obiettivo 2030 del pacchetto clima energia per la Sicilia. Praticamente già un terzo di impianti che sono in autorizzazione ci permetterebbero di raggiungere gli obiettivi”.

Energia rinnovabile, cosa succede in Sicilia

Molte richieste in aree vincolate

Tuttavia, se le richieste di autorizzazione sono molte non significa che gli impianti sono tanti. “Molte società – continua il dirigente regionale – hanno presentato richieste e moltissime non verranno autorizzate perché sono in aree vincolate. Diverse verranno autorizzate ma non connesse perché molti imprenditori aspettano di entrare nelle aste e nei registri del decreto Fer per ottenere l’aiuto previsto dal Gse in termini di integrazione per la produzione. Abbiamo fatto un’elaborazione e non raggiungeremo l’obiettivo che era previsto per il 2020 per la Regione siciliana. Tra le richieste e il realizzato o il connesso c’è una differenza enorme. Il nostro obiettivo è quello di ridurre sempre di più questa differenza aumentando la qualità delle richieste di autorizzazione”.

Insomma, per il dipartimento dell’energia della Regione siciliana la costruzione di nuovi impianti è bloccata essenzialmente dai processi autorizzativi e dai meccanismi che sovvenzionano il mercato delle rinnovabili. “Tra i 9mila megawatt di impianti presenti in commissione – chiosa Santacolomba – la metà probabilmente non sarà autorizzata. E questo nel migliore dei casi. Inoltre, per i tempi di autorizzazione consideriamo due o tre anni e poi altri due o tre anni (o meglio quattro) per la connessione, sempre se tutto va bene”.

Le accuse del presidente di Confindustria Sicilia, l’ostacolo burocrazia

Accuse nei confronti della burocrazia regionale sono avanzate dal presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese. “Dai dati ufficiali della Regione Siciliana, aggiornati al 20 dicembre 2021 – dichiara al QdS – in Sicilia complessivamente i progetti in attesa di Via (Valutazione d’impatto ambientale) sono 761. Mentre quelli in attesa di Vas (Valutazione ambientale strategica) sono 452. Analizzando il biennio 2019/2021 sono stati emanati 330 decreti. Di questi, il 50% è stato rimandato alla procedura Via/Vas. Questo significa che l’impresa ha dovuto ricominciare da capo l’intero iter. I tempi medi di rilascio di una valutazione sono di circa due anni. L’ostacolo principale allo sviluppo è il tappo della burocrazia”.

Secondo Albanese, inoltre, sarebbe necessario da parte della Giunta Musumeci un contributo economico per la realizzazione degli impianti industriali di produzione delle rinnovabili “e la chiave di volta saranno i termovalorizzatori”. Nonostante Confindustria vorrebbe un aiuto da parte della Regione, va detto che gli industriali siciliani non dicono quanto stanno effettivamente investendo nelle energie rinnovabili. “Ancora paghiamo nelle fatture le quote relative all’energia alternativa – chiosa Albanese – Forse invece di chiederci se e quanto investire, bisognerebbe chiederci quando avremo utilità economica”.

LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE REGIONALE VIA/VAS (CONTINUA LA LETTURA)

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