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Riscatto laurea a fini pensionistici: come funziona e quanto costa

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Riscatto laurea a fini pensionistici: come funziona e quanto costa

redazione  |
mercoledì 02 Novembre 2022 - 12:52

Gli anni del corso di laurea portato a termine possono essere trasformati in anni contributivi e andare a integrare la posizione contributiva

Gli anni di università possono avere un valore ai fini pensionistici. Forse non tutti sono a conoscenza del strumento del riscatto della laurea. Gli anni del corso di laurea portato a termine possono essere trasformati in anni contributivi e quindi andare a integrare la posizione contributiva ai fini del diritto e del calcolo di tutte le prestazioni pensionistiche.

Il servizio offerto dall’Inps

Il riscatto della laurea è un servizio offerto dall’Inps e può essere richiesto da tutti coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o un titolo equiparato, anche da coloro che risultano inoccupati, al momento della domanda non risultino mai stati iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa. In sintesi i vantaggi legati al riscatto della laurea sono: acquisire anzianità contributiva che potrebbe comportare un anticipo nella maturazione del diritto alla pensione, incrementare l’entità della pensione, rateizzare il costo del riscatto senza interessi per dieci anni, dedurre fiscalmente il contributo del riscatto

Cosa si puo’ riscattare?

Lo strumento del riscatto della laurea permette di riscattare i periodi corrispondenti alla durata dei corsi legali di studio universitario a seguito dei quali è stato conseguito un titolo rilasciato dall’Università o da istituti di livello universitario. In particolare è possibile riscattare: diplomi universitari con corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre anni, diplomi di laurea con corsi di durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei anni, diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni, dottorati di ricerca con corsi regolati da specifiche disposizioni di legge, titoli di laurea triennale, specialistica, magistrale e diplomi rilasciati dagli Istituti di alta formazione artistica e musicale (Afam).

Gli anni accademici e i crediti formativi

Per tutti i titoli accademici sopra indicati è possibile riscattare l’intero periodo o anche solo una parte. Un’importante novità introdotta nel 2022 riconosce la possibilità di riscattare la laurea anche nelle ipotesi in cui, a seguito di riconoscimento di esperienze formative pregresse da parte dei competenti Organi accademici, gli studenti siano iscritti ad un corso in anni accademici successivi al primo: in questi casi si possono riscattare gli anni accademici in corso nonché i periodi riconosciuti dall’Università come crediti formativi, purché non coperti da altra contribuzione.

Cosa non si può riscattare

Il numero complessivo degli anni da ammettere a riscatto non può comunque superare quello corrispondente alla durata del corso legale che ha dato luogo al conferimento del titolo universitario. In ogni caso non si possono riscattare: anni universitari fuori corso, periodi del corso di studi già coperti da contributi di qualsiasi natura in una delle gestioni previdenziali indicati dalla legge.

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