Salute, gli stranieri ricorrono meno al Ssn - QdS

Salute, gli stranieri ricorrono meno al Ssn

Grasso Serena Giovanna

Salute, gli stranieri ricorrono meno al Ssn

giovedì 18 Aprile 2019 - 00:00
Salute, gli stranieri ricorrono meno al Ssn

PALERMO – Secondo quanto sancito dall’articolo 32 della Costituzione, quello alla salute è un diritto sociale, dunque indistintamente spettante a tutti. Ma purtroppo spesso accade di distinguere tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. infatti, secondo quanto rilevato dall’Eurispes, i migranti al momento del loro arrivo presentano buone condizioni generali di salute.
Purtroppo però, è la stessa popolazione migrante ad essere destinata ad un sensibile peggioramento delle proprie condizioni di salute a seguito della continua esposizione a fattori di rischio dovuta a condizioni di povertà.

Sono proprio i migranti a ricorrere in minor proporzione all’assistenza sanitaria nazionale. Infatti, sempre secondo i dati Eurispes, nel 2016 il numero degli stranieri presenti in Italia era stimato cinque milioni e 500mila unità, pari all’8,3% della popolazione complessivamente residente in Italia. Con riferimento allo scenario nazionale, grazie all’analisi dei dati del ministero della Salute, è possibile osservare come gli stranieri costituiscano circa il 6% delle ospedalizzazioni complessive.
Risultano sopra la media i ricoveri ordinari in Emilia Romagna (7,9%), Umbria (7,5%), Veneto (7,4%), Lombardia (7,1%) e Lazio (7,0%). Mentre in Sicilia, il tasso di ospedalizzazioni osservato tra gli stranieri crolla vertiginosamente: infatti, rappresenta appena il 2,2% delle ospedalizzazioni complessivamente effettuate sul territorio isolano. Medesimo andamento si osserva in regioni come la Sardegna (1,6%), la Campania (2,3%) e la Puglia (2,6%).
È dunque evidente come gli immigranti tendono a utilizzare i servizi ospedalieri in modo più contenuto rispetto ai cittadini italiani. Quando vi ricorrono, lo fanno per ragioni legate ad accidentalità, come incidenti sui luoghi di lavoro o incidenti stradali, o per motivi riguardanti la riproduzione.
Il decreto legislativo numero 286 del 25 luglio 1998 si occupa di estendere il riconoscimento del diritto alla salute allo straniero. In particolare, gli articoli 34 e 35 sull’immigrazione pongono una netta distinzione tra straniero regolare e straniero irregolare. Gli stranieri che soggiornano regolarmente sul territorio nazionale e che sono lavoratori godono di parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti e doveri con i cittadini italiani e sono iscritti nelle liste del Servizio sanitario nazionale.

I cittadini extracomunitari titolari di protezione internazionale sono equiparati agli stranieri regolari. I cittadini stranieri, così come quelli italiani, che non svolgono attività lavorativa sono esonerati dalla compartecipazione alla spesa sanitaria, dunque godono dell’esenzione dal ticket.
Per quel che riguarda gli stranieri irregolari, secondo l’articolo 35, nei presidi pubblici ed in quelli privati accreditati, sono assicurate le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti e comunque essenziali, ancorché continuative per malattie o infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva.
Infine, lo straniero irregolare che necessita di cure non può essere espulso, anche se questo non significare che possa pretendere il rilascio di un permesso di soggiorno ad hoc.

Serena Grasso

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