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Scuola, dai Presidi italiani un pregiudizio sulle linee guida

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Scuola, dai Presidi italiani un pregiudizio sulle linee guida

giovedì 25 Giugno 2020 - 09:07
Scuola, dai Presidi italiani un pregiudizio sulle linee guida

Ancora le norme per il rientro in aula non sono state approvate e già protestano. Sindacati in piazza. Oggi l'incontro tra Governo ed Enti locali. Bonaccini, chiede di concordare tutto con le Regioni e il ministro Boccia si dice disponibile a un'intesa

Le Linee guida per il ritorno a scuola a settembre non sono state ancora approvate e già suscitano un mare di polemiche.

I Presidi le bocciano e critiche arrivano anche da sindacalisti, assessori, parlamentari.

Scettiche anche le Regioni e per questo è stato anticipato l’incontro tra il Governo, con i ministri Azzolina, Speranza e Boccia, e gli enti locali, con il presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini, secondo il quale le linee guida si devono concordare con le Regioni.

Per tale motivo nel corso dell’incontro la ministro Azzolina si sarebbe impegnata a portarle oggi in conferenza unificata con Regioni, Province e Comuni lavorando anche di notte con i tecnici proprio per chiudere la partita.

Per Boccia “il documento della scuola è ben fatto” e suggerisce lo stesso metodo utilizzato “per le mille intese durante l’emergenza Covid-19” quello di raccogliere tutte le istanze.

E rivolto alle Regioni, Boccia ha sostenuto: “diamo un bel segnale al Paese se su un tema così importante riusciamo a trovare subito un’intesa”.

Le critiche maggiori riguardano la mancanza di adeguati finanziamenti per assicurare la ripartenza e il fatto che ogni responsabilità ricadrebbe sui dirigenti scolastici.

“Non si può chiedere ai dirigenti scolastici e al personale di rispondere in solitudine alle esigenze delle famiglie e alla necessità di garantire il servizio a organico e risorse invariate”, sottolinea Paola Serafin, che guida i dirigenti scolastici per la Cisl Scuola.

E’ un Piano che “non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita a elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare ulteriori risorse né attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale”, afferma l’Associazione presidi.

“Apre alla privatizzazione”, accusa Pino Turi della Uil scuola.

“La preoccupazione è che si stia scaricando una grossa responsabilità sulle autonomie scolastiche col risultato di un quadro dell’istruzione legato alle differenze territoriali”, è il timore di Francesco Sinopoli della Flc Cgil. Maddalena Gissi (Cisl) chiede di far partire da subito un percorso con le organizzazioni sindacali per l’avvio dell’anno scolastico.

E oggi il Comitato “Priorità alla scuola”, che scenderà in piazza in sessanta Comuni italiani per chiedere la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza, minaccia di manifestare anche contro le Linee guida. Che però, come detto, non sono state ancora approvate.

Le regole per la ripartenza scolastica dovrebbero prevedere lezioni anche il sabato, frequenza a turni differenziati, organizzazione della classe in più gruppi di apprendimento, con alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi e dunque anche di diverse età.

La didattica a distanza rimane marginale e solo per le scuole secondarie di II grado.

La mensa – per chi ce l’ha, visto che nel Meridione degli 840 miliardi rubati dal Nord al Sud in diciassette anni spessissimo è una chimera – potrà essere organizzata su due o più turni per evitare l’affollamento dei locali e qualora non sia sufficiente, gli enti locali potranno studiare soluzioni alternative come addirittura il consumo del pasto in monoporzioni all’interno dell’aula.

Nel testo, che lo ricordiamo non è ancora stato approvato, non si parla di strutture in plexiglass nè di divisori tra gli alunni, si dà ampia attenzione ai bambini della scuola dell’infanzia e si attribuisce un ruolo importante, oltre che all’autonomia scolastica, alle comunità territoriali e al terzo settore anche per prevedere nuovi spazi alternativi per svolgere le lezioni in sicurezza in palestre, cinema, musei, parchi.

Per organizzare sul territorio l’anno scolastico verranno quindi avviati Tavoli regionali insediati presso gli Uffici scolastici regionali.

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