Soffoca la Sicilia avvolta nella plastica. Nei mari dell'Isola si pescano bottiglie - QdS

Soffoca la Sicilia avvolta nella plastica. Nei mari dell’Isola si pescano bottiglie

Rosario Battiato

Soffoca la Sicilia avvolta nella plastica. Nei mari dell’Isola si pescano bottiglie

martedì 30 Aprile 2019 - 00:00
Soffoca la Sicilia avvolta nella plastica. Nei mari dell’Isola si pescano bottiglie

Il Parlamento Ue ha confermato il divieto di prodotti “usa e getta” entro il 2021. Mare e spiagge siciliani inquinati, la Regione può diventare avanguardia in Europa. Nel Mediterraneo otto rifiuti su dieci costituiti da plastiche non biodegradabili

PALERMO – Dall’Europa la richiesta è semplice e urgente: sempre meno plastica nelle nostre città. Si fanno più stringenti, infatti, le norme comunitarie per ridurre l’utilizzo della plastica nei prossimi anni, un piano che potrebbe garantire risparmi miliardari. La Sicilia, per una volta, prova a stare in avanguardia: si moltiplicano le iniziative virtuose di amministrazioni e privati, la legge per liberare i Comuni dalla plastica potrebbe essere approvata prima dell’estate e intanto continua a crescere la raccolta differenziata degli imballaggi.

CE LO CHIEDE L’EUROPA
Alla fine di marzo il Parlamento europeo ha confermato il divieto di uso della plastica usa e getta. In particolare, si prevede il divieto, entro il 2021, per posate monouso, cotton fioc, cannucce e mescolatori; obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica, entro il 2029, e l’applicazione più rigorosa del principio “chi inquina paga”.

Andando più in dettaglio, il nuovo obiettivo di riciclaggio prevede una maggiore responsabilità per i produttori, dal momento che le nuove bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030. A rafforzare il principio del “chi inquina paga” ci sarà l’introduzione di una responsabilità estesa per i produttori che si “applicherà ad esempio – si riporta in una nota della Commissione – ai filtri di sigaretta dispersi nell’ambiente e agli attrezzi da pesca persi in mare, per garantire che i produttori sostengano i costi della raccolta”. Sarà obbligatoria, inoltre, l’etichettatura informativa sull’impatto ambientale di disperdere per strada le sigarette con i filtri di plastica, così come per altri prodotti: bicchieri di plastica, salviette umidificate e tovaglioli sanitari.

I NUMERI DEL RISPARMIO
La relatrice del provvedimento, Frédérique Ries, ha spiegato che la nuova normativa contro la plastica permetterà di ridurre il danno ambientale di circa 22 miliardi di euro, che sarebbe il costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa fino al 2030. Attualmente, secondo i numeri della Commissione Ue, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica.

I prodotti coperti dalla legislazione costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. Per l’Italia è ottima la quota di riciclo generale (43,5% contro il 30% della media europea), ma la porzione di plastica non recuperata è ancora eccessiva: il 16,5% finisce in discarica.

NEI MARI SICILIANI “SI PESCA PLASTICA”
Le spiagge isolane e il mare che le circonda non sono immuni da bicchieri, piatti, imballaggi vari e soprattutto le temute microplastiche, spesso rinvenute all’interno di pesci e tartarughe marine, tra le principali vittime dell’inquinamento.
Alcuni monitoraggi sul campo, basati quindi su un metodo “empirico”, sono stati condotti lo scorso anno, alle porte della stagione estiva, dalle principali associazioni ambientaliste che operano in Italia. Nel maggio del 2018, i volontari di Legambiente hanno ispezionato 12 spiagge siciliane, registrando la presenza di 787 rifiuti ogni 100 metri lineari di litorale su una superficie totale di 49.550 metri quadri. E sempre l’anno scorso un altro monitoraggio, “Stessa spiaggia, stessa plastica” condotto da Greenpeace Italia, ha fotografato lo stato di salute di sette coste italiane. Tra queste anche la spiaggia Arenella di Palermo dove i rifiuti rinvenuti erano soprattutto di plastica, in una percentuale tra il 50 e il 75%.

C’È CHI HA GIA’ DETTO NO
Dal primo febbraio scorso è scattato il divieto di utilizzare plastica monouso non biodegradabile nel territorio comunale di Siracusa. E, tra i Comuni che hanno dichiarato “guerra” ai prodotto inquinanti c’è anche San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, dove la “taglia” sulla plastica usa e getta entrerà in vigore a partire da domani. Ma ad anticipare tutti fu già, lo scorso settembre, Lampedusa, di fatto la fondatrice del movimento anti-plastica che dal basso continua a collezionare nuovi adepti.

LA RACCOLTA IN SICILIA
All’inizio di marzo, nel corso di un incontro palermitano promosso dall’assessore Pierobon con gli amministratori isolani, si è fatto il punto sulla raccolta differenziata. Tra il 2017 e il 2018, grazie alla crescita della raccolta degli imballaggi riciclabili (plastica, carta, cartone, vetro, legno, alluminio), gli incentivi ai sindaci siciliani sono passati da 16 milioni di euro a 21,2 milioni di euro. Numeri in crescita, grazie a una differenziata che negli ultimi anni ha superato il 35%, comunque distante dalla media nazionale che sfiora il 50%, e grazie soprattutto alla crescita degli imballaggi recuperabili (11% del totale, 210 mila tonnellate nel 2018, +31,8% rispetto all’anno precedente). La plastica, in questo contesto, è cresciuta del 55%, arrivando a 59 mila tonnellate, confermandosi come il materiale maggiormente recuperato e con la tendenza maggiore di crescita. Numeri speciali a Siracusa, da 2 mila a 5 mila tonnellate tra il 2017 e il 2018, e Agrigento che è passata da 3 mila a quasi 9 mila tonnellate.

LA SICILIA IN CAMPO
Per una volta, l’Isola prova a giocare d’anticipo. All’inizio di aprile, la Commissione Ambiente ha approvato un ddl per la “Sicilia plastic free” con l’obiettivo di mettere al bando la plastica da tutte le amministrazioni isolane: In pratica si intende eliminare progressivamente lo smaltimento in discarica dei rifiuti, vietando sul mercato i prodotti di plastica monouso caratterizzati da un ciclo di vita breve e incoraggiando lo sviluppo di un mercato dei materiali compostabili, biodegradabili, nonché riutilizzabili e riciclabili. Il divieto, stando a quanto si legge nel disegno di legge, sarà subito operativo per scuole e uffici comunali, con sanzioni tra 500 e 2000 euro per chi non rispetterà la prescrizione.

Il provvedimento è al vaglio della Commissione Bilancio e dovrebbe approdare all’Ars prima dell’estate, verosimilmente dopo la fine delle elezioni. In quest’ottica, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, è stato testimonial della campagna “plastic free” promossa dal gruppo M5s all’Ars. In quell’occasione, il deputato regionale Trizzino ha spiegato che “la Sicilia, una volta approvata la legge, sarà la prima regione d’Italia anti-plastica, con i divieti e sanzioni per i trasgressori”.


Il deputato cinquestelle Giorgio Trizzino tra i primi firmatari del disegno di legge “Sicilia plastic free”

PALERMO – Giampiero Trizzino è portavoce del M5S all’Ars e componente della Commissione Ambiente. È stato uno dei protagonisti del cosiddetto decreto “Sicilia plastic free” che, all’inizio di aprile, ha ottenuto una prima approvazione.

Il testo del M5S e quello del Partito Democratico sono confluiti in un unico documento. Segni inequivocabili di un’intesa trasversale su questi temi?
“C’è un interesse comune nel far approvare questo provvedimento. Grazie al testo unico voluto dalla Commissione, abbiamo approvato tutto in tempi brevissimi. La celerità, del resto, è fondamentale in questo momento”.

Quando approderà all’Ars?
“Prima ci sarà un passaggio in Commissione Bilancio, ma dovrebbe essere soltanto una formalità. Non ci saranno grandi spese: abbiamo previsto un figura di riferimento, interna ai comuni, incentivi per le amministrazioni virtuose e penali per coloro che invece non vogliono investire sulla sostenibilità”.

Vi siete dati una scadenza per l’approvazione?
“È importante che si riesca a concludere tutto entro l’estate, perché questo provvedimento regola anche i patrocini per le sagre e tante altre manifestazioni importanti per il turismo. Crediamo che, dopo le amministrative, nel giro di una o due settimane, possa approdare all’Ars. Si tratta di un ddl essenziale, una decina di articoli, e quindi sarebbe possibile votarlo in tempi sufficientemente brevi”.


Aziende ed enti locali siciliani si convertono alla sostenibilità

PALERMO – Sostenibilità fa rima con intuito imprenditoriale quando parliamo della prima ecocannuccia italiana. Nasce a Riposto, deriva dal mais, è ovviamente biodegradabile ed è stata introdotta da Dolfinper, una storica azienda dolciaria che, in anticipo sui tempi Ue, ha abolito le cannucce di plastica per uno dei suoi prodotti.
Anche sul versante pubblico si muove qualcosa di importante, infatti aumenta la pattuglia dei comuni che autonomamente hanno deciso di sposare la causa plastic-free: uno degli ultimi arrivati è il Comune di Sciacca con un’ordinanza che limita l’utilizzo della plastica dal primo aprile, mentre si erano registrate iniziative simili a San Vito lo Capo, avvio previsto per il primo maggio, e a Lampedusa dallo scorso settembre. A Siracusa un’ordinanza del sindaco aveva imposto ai titolari di attività commerciali un paio di mesi per l’eliminazione delle scorte di magazzino. A Favara, nelle scorse settimane, una scuola aveva aderito all’appello #stopsingleuseplastic, lanciato da Marevivo Onlus.
Anche l’Università di Catania ha voluto fare la sua parte, con gli erogatori di acqua (circa sessanta punti) e le borracce per studenti (9 mila a quelli di recente immatricolazione) e dipendenti (2.500). Un’azione, denominata “Plastic Free!”, che ha ottenuto il riconoscimento da parte del locale Circolo di Legambiente.

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