A Sommatino un'intera famiglia raccoglieva e bruciava rifiuti nell'area dell'ex stazione: 6 arrestati - QdS

A Sommatino un’intera famiglia raccoglieva e bruciava rifiuti nell’area dell’ex stazione: 6 arrestati

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A Sommatino un’intera famiglia raccoglieva e bruciava rifiuti nell’area dell’ex stazione: 6 arrestati

giovedì 10 Novembre 2022 - 11:10

Nell'area demaniale dell'ex stazione ferroviaria di Sommatino sarebbe stata realizzata una discarica abusiva dove sono stati bruciati in particolare rifiuti ferrosi

Questa mattina militari della Compagnia Carabinieri di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa nel corso delle indagini preliminari, che sottopone agli arresti domiciliari sei persone residenti nella città di Sommatino e appartenenti al medesimo nucleo familiare, a carico dei quali sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di traffico illecito di rifiuti e combustione illecita di rifiuti. L’ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, trae origine da un’ampia e articolata attività investigativa, condotta dalla Sezione Operativa del N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri, in collaborazione con la Sezione Ambiente e Sanità della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, con il costante coordinamento dei Pubblici Ministeri della locale Procura della Repubblica.

Secondo le risultanze dell’indagine, che ha avuto inizio nel 2020, nell’area demaniale già destinata ad ospitare la stazione ferroviaria del Comune di Sommatino, sarebbe stata realizzata una discarica abusiva, sottoposta a sequestro preventivo sin dal giugno 2021. I rifiuti raccolti nella stessa area sarebbero stati in parte bruciati, e in parte, in particolare i rifiuti ferrosi, sarebbero stati venduti a ditte specializzate nel settore.Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza è stato effettuato il sequestro preventivo, richiesto dalla Procura e disposto dal GIP, di un veicolo utilizzato per il trasporto illegale dei rifiuti.

L’Arma esprime oggi una straordinaria funzione di “prossimità ambientale”, avendo maturato, negli ultimi decenni, qualificate competenze nella prevenzione e nelle investigazioni, che oggi trovano ulteriore espressione nella spiccata professionalità dei Carabinieri Forestali. Impegnata ogni giorno nella difesa delle persone, del pianeta e della prosperità, l’Arma compie quotidianamente un’opera di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale e forestale, tutelando il paesaggio, i boschi, la flora e la fauna e contrastando i crimini in materia di rifiuti. Non a caso la Natura, da sempre tra le priorità assolute dell’Arma, è la protagonista del Calendario Storico 2023. L’impegno dei Carabinieri non si ferma, però, alla prevenzione e alla repressione di reati e di illegalità ad impatto ambientale, ritenendo altrettanto fondamentale il dialogo continuo con le nuove generazioni.

Come sottolinea il Colonnello Vincenzo Pascale, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta: “La funzione di “prossimità ambientale” dell’Arma è assicurata, in questa Provincia, dalla quotidiana attività svolta dai presidi dislocati in tutta la giurisdizione e dal prezioso e qualificato supporto dei Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Agrigento e dal Nucleo Operativo Ecologico di Caltanissetta in Gela, recentemente istituito per incrementare ulteriormente l’impegno istituzionale nello specifico settore. La “missione verde” dell’Arma, che a livello nazionale, grazie all’acquisizione – nel 2017 – delle competenze e delle risorse del Corpo Forestale dello Stato, può contare della più grande forza di polizia ambientale d’Europa, si concretizza, nel territorio nisseno, non solo nella prevenzione e nella repressione degli illeciti legati all’ambiente, nella salvaguardia della biodiversità e nel controllo della sicurezza dei prodotti agroalimentari, ma anche nella presenza dei Carabinieri nelle scuole, allo scopo di promuovere tra i giovani l’educazione ambientale, sensibilizzandoli al rispetto della nostra terra e alla salvaguardia delle bellezze naturali del nostro territorio; in poche parole, alla tutela della nostra qualità della vita”.

Questo è peraltro lo spirito del progetto nazionale «Un albero per il Futuro», che prevede la donazione e la messa a dimora nelle scuole italiane, da parte dei Carabinieri, di migliaia di giovani alberi (dal 2020 ne sono stati già piantati circa 26.000). Fra questi, l’albero del giudice Falcone, un particolare fico che cresce nei pressi della casa del Giudice simbolo della lotta alla mafia, le cui gemme sono state duplicate nel moderno Centro Nazionale Carabinieri per la Biodiversità Forestale di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, e che, in ultimo, sono state donate all’Istituto “Leonardo da Vinci” di Niscemi lo scorso 7 novembre. Anche questo è un doveroso gesto di attenzione verso chi verrà dopo di noi.

Per tutti questi motivi, nelle ultime settimane, è stata incessante l’opera di protezione del territorio da parte dei Carabinieri di Caltanissetta che, grazie all’imponente dispositivo dispiegato nella giurisdizione, il 21 ottobre u.s., in Delia e a Bompensiere, hanno deferito in stato di libertà 2 persone, titolari – rispettivamente – di un’azienda ortofrutticola e di un’impresa edile, per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, con il conseguente sequestro di oltre 4 mila metri quadrati di superficie, oltre ad aver delimitato, ai fini della successiva bonifica, quattro aree demaniali, per un totale di circa 7000 metri quadrati, sulle quali erano stati rinvenuti cumuli di rifiuti, anche speciali pericolosi, in gran parte riconducibili ad attività di demolizione edilizia. Inoltre, il 4 novembre, a Gela, i Carabinieri hanno accertato la presenza, oltre che di un allevamento abusivo con 4 cavalli, sottoposti a sequestro sanitario, con la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di un 62enne, anche di 3 depositi incontrollati di rifiuti pericolosi e non, per una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati.

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