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martedì 16 Febbraio 2021 - 12:42
Train de vie

Lettera al ministro dei trasporti Giovannini

Era il titolo di un bellissimo film di Radu Mihaileanu.
Riguardava la fuga di una Comunità ebraica in treno per cercare di evitare la deportazione.

Con le debite e rispettose proporzioni così è la littorina che porta i siciliani da Palermo a Roma.
Un treno vecchio, senza tecnologia, lento, perché non dotato di moderni apparecchi di sicurezza, senza prese e senza WiFi.

Un mezzo che nel mondo moderno potrebbe assomigliare ad un treno, se non da deportazione, da terzo mondo.
Lo volevano pure togliere qualche anno fa.

Per cui mi inventati questa protesta. Invitato a Roma dal ministro dei trasporti ad una riunione per togliere il treno io comunicai che alla riunione, fissata per le 15, ci sarei venuto in treno.
Quel treno con attraversamento del mare meraviglioso, che ci rende isola, costava troppo secondo il ministero.

Come se la continuità territoriale fosse solo un peso e non una pluralità.
Una diversità geopolitica da valorizzare e non emarginare.
Con quel treno, partendo alle 7 e mettendoci ben 11 ore, avrei sicuramente portato ritardo.

Le ore furono ben 13, e durante il viaggio quasi tutti i Sindaci del percorso tirrenico salirono sul treno per solidarizzare con quella inconsueta forma di protesta.

I napoletani mi portarono pure le sfogliatelle, De Magistris mi inviò un telegramma affettuoso, solidarizzando come ai tempi del Regno delle due Sicilie.
Il ministro si arrabbiò moltissimo ma le ferrovie capirono, e non tolsero più il treno.

Oggi Signor ministro Giovannini quel treno ci mette ancora 11 ore.
Al di là di tanti proclami, su ponti e tunnel nello Stretto, Le faccio rispettosamente una proposta.
Se mettiamo due lunghe navi veloci sullo Stretto, ristrutturando anche gli approdi, e non spezziamo i convogli per il traghettamento, possiamo mettere sui binari un Freccia Bianca.

Il Freccia Bianca già arriva a Villa San Giovanni ma poi lì sembra che l’Italia, l’unità del nostro paese, nonostante il corridoio europeo, si spezzi.
Questo sistema abbatterebbe di un ora e mezza l’attraversamento dello Stretto tra Scilla e Cariddi.

Inoltre il Freccia Bianca recupererebbe almeno un’altra ora di ore/treno in Sicilia e due tra Villa S. Giovanni e Roma rispetto al vecchio treno attuale.
Il treno Palermo Roma passerebbe da 11/12 ore a 6 ore e trenta.

Nell’attesa della realizzazione del doppio binario Palermo Messina, cominciata ben 6 anni fa, potremmo avere tempi di percorrenza quasi decenti.
Aspettando un Freccia Rossa che a noi Siciliani sembra un sogno proibito.
Grazie signor Ministro.

Giovanni Pizzo

Un commento

  1. Aleandro ha detto:

    Ma lei da Assessore Regionale ai Trasporti del governo Crocetta….cosa ha fatto???
    Ora sta dando soluzioni?

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