Truffa, l'ex giudice Silvana Saguto condannata a un anno e un mese - QdS

Truffa, l’ex giudice Silvana Saguto condannata a un anno e un mese

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Truffa, l’ex giudice Silvana Saguto condannata a un anno e un mese

venerdì 16 Ottobre 2020 - 14:56
Truffa, l’ex giudice Silvana Saguto condannata a un anno e un mese

L'ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo riconosciuta colpevole di falsità ideologica e truffa ai danni di un'assicurazione. Falsi certificati medici al figlio per intascare il premio assicurativo

L’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto è stata condannata a un anno e un mese di reclusione.

Era accusata insieme al marito Lorenzo Caramma, al figlio Emanuele, che sono stati assolti, e al medico dell’ospedale Cervello di Palermo, Giuseppa Guzzetta (condannata a un anno di reclusione), a vario titolo, di falsità ideologica e truffa ai danni di un’assicurazione.

Secondo l’accusa Silvana Saguto avrebbe chiesto a due medici dei certificati falsi per il figlio. Un modo per ottenere un risarcimento veloce dall’assicurazione, dopo un incidente stradale.

La dottoressa Crocifissa Guccione, medico di famiglia, è stata condannata per falso a un anno e quattro mesi dal giudice Marcello Testaquadra, al termine del rito abbreviato. Silvana Saguto, accusata di frode all’assicurazione, e il medico dell’ospedale Cervello Giuseppa Guzzetta avevano invece scelto il rito ordinario.

La vicenda, scoperta dal Gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, risale al maggio di tre anni fa.

Lo scandalo “beni sequestrati” era già scoppiato, la giudice era intercettata: una sera, uno dei figli di Silvana Saguto, Emanuele Caramma, rimase coinvolto in un piccolo incidente, ma aveva fretta di prendere la nave per Napoli. E non poté andare in ospedale per il referto.

Secondo l’accusa Silvana Saguto con l’aiuto delle due amiche dottoresse ottenne falsi certificati che fecero scattare un indennizzo di quattrocento euro intascato dal figlio Emanuele Caramma; il marito Lorenzo Caramma avrebbe invece intrattenuto i rapporti con l’assicurazione, costituitasi parte civile con gli avvocati Silvio Pellicano e Carmelina Anzalone.

Il pm Claudia Pasciuti aveva chiesto cinque anni per Silvana Saguto e quattro anni e sei mesi ciascuno per gli altri tre imputati.

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