Tutti addosso a Musumeci, Letta: “È al capolinea” - QdS

Tutti addosso a Musumeci, Letta: “È al capolinea”

Raffaella Pessina

Tutti addosso a Musumeci, Letta: “È al capolinea”

venerdì 21 Gennaio 2022 - 05:30

De Luca intanto lancia il movimento meridionalista: “Roma ci ignora”. Ma il presidente è sereno: “Nessuna crisi, solo verifica con partiti”

PALERMO – Il sindaco di Messina Cateno De Luca ha mantenuto la promessa: come aveva già annunciato, si è dimesso dalla carica di primo cittadino per candidarsi alla presidenza della Regione: “Il mio obiettivo è diventare Sindaco della Sicilia, di questa Sicilia per tutelare i diritti dei siciliani, ma comunque da Messina non vado via – ha comunque rassicurato De Luca -. Alle prossime elezioni sarò il capolista per fare il presidente del Consiglio comunale, ruolo che mi consentirà di candidarmi a presidente della Regione siciliana”.
De Luca ha firmato le sue dimissioni il 17 gennaio e le stesse decorreranno dal 7 febbraio.

Nelle sue dichiarazioni rese ieri, De Luca rinnova il proposito meridionalista che sarà il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, coerentemente lo stesso della sua passata campagna elettorale che lo aveva portato a Palazzo dei Normanni: “Non mi va che il Meridione continui ad essere calpestato e derubato, non mi va che il Presidente della Regione siciliana non venga preso mai in considerazione, non mi va che tutti noi siamo considerati sudici, diventato ormai acronimo di Sud. Proprio dalla Sicilia deve partire questa spinta meridionalista: se sta bene il Meridione sta bene tutta l’Italia”.

Musumeci prova a ricompattare la coalizione

Il Presidente Musumeci, intanto, sta provando a ricompattare la coalizione mentre le opposizioni non risparmiano colpi.
Anche il Partito democratico intanto torna all’attacco di Musumeci e lo fa attraverso il segretario nazionale dem Enrico Letta il quale ha dichiarato che il governatore della Sicilia è ormai al capolinea e che è necessario costruire una alternativa vincente.

Non è la prima volta che Letta interviene stigmatizzando l’operato del governo regionale guidato da Musumeci. Già lo scorso mese di luglio in occasione di una visita nel capoluogo aveva ribadito che la Sicilia ha bisogno di una svolta: “La gestione Musumeci ha dimostrato fino ad adesso – aveva detto – e ulteriormente con la vicenda dell’emergenza Covid, un’inadeguatezza totale. Il nostro giudizio è molto negativo”.

“Si apre una verifica ma non una crisi”

Il leader di Diventerà Bellissima dal canto suo ribatte di essere sereno e di non sapere di quale crisi di governo stiano parlando i partiti di opposizione, che in questi giorni si sono scagliati contro di lui, chiedendone le dimissioni: “La crisi in una coalizione c’è quando una forza politica la dichiara e a me non risulta che sia stato fatto. C’è stato un voto anomalo in Aula, ma con voto segreto, quindi non posso identificare, anche se ho alcuni riferimenti, a quale partito si riferisca – ha spiegato Musumeci -. Si apre una verifica ma non una crisi. Ho detto agli assessori: o sono io non gradito o voi. Ma non c’è mai stata una crisi. Ho già incontrato Cantiere Popolare e Forza Italia – ha aggiunto – domani incontrerò FdI e Lega”.

Sull’azzeramento della giunta da lui annunciato dopo il voto dell’Ars sui tre grandi elettori del Capo dello Stato ha spiegato che non si tratta di un rimpasto. “È solo un’occasione per i partiti per dirmi se ci sono problemi con i nomi degli assessori e per capire se possiamo dare una motivazione al voto anomalo dell’altro giorno in Aula. è la possibilità di dire ripartiamo da zero. Poi i partiti potrebbero confermare tutti gli assessori uscenti. Voglio capire se è un problema di assessori o del presidente”. La giunta quindi resta in carica e “si offre al giudizio dei loro partiti: mi pare un atto di grande rispetto istituzionale nei confronti dei partiti. Non ho nulla contro la giunta e neanche contro le forze politiche”.

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