Viticoltura, vendemmia "verde" anche in Sicilia, ma servirebbe "selettiva" - QdS

Viticoltura, vendemmia “verde” anche in Sicilia, ma servirebbe “selettiva”

Giuliano Michele

Viticoltura, vendemmia “verde” anche in Sicilia, ma servirebbe “selettiva”

sabato 11 Luglio 2020 - 02:00
Viticoltura, vendemmia “verde” anche in Sicilia, ma servirebbe “selettiva”

La misura, con indennizzi fino a quindicimila euro, è inserita nel decreto “Rilancio” del governo nazionale per mitigare l’eccesso di prodotto registrato durante il lockdown. Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia occidentale, “provvedimento utile per un settore tra i più danneggiati dalla pandemia”

PALERMO – Al via la “vendemmia verde” per i viticoltori siciliani, misura prevista nel decreto “Rilancio” varato dal governo nazionale a sostegno del comparto per tamponare la grave emergenza economica attraversata da tutto il settore vitivinicolo a causa del Covid-19. A confermare la partenza anche nell’Isola è la Cia Sicilia Occidentale, che ha seguito da vicino la stesura del bando da parte dell’assessorato regionale all’Agricoltura, trovando sponda favorevole per la modifica di alcune parti che avrebbero rischiato di annullare la misura per tante aziende siciliane.

La “vendemmia verde” è una misura prevista dall’Ocm vino (Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo, la regolamentazione unica dell’Unione Europea che disciplina il comparto) che prevede la distruzione o l’eliminazione di tutti i grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo a zero la resa.

Un provvedimento che serve anche a mitigare gli effetti del grande ammasso di vini registrato negli ultimi mesi di lockdown, visto il blocco quasi totale del mercato nazionale ed internazionale. Agli agricoltori, in base alla superficie destinata a questa misura, può andare un indennizzo compreso tra i 1.500 e i 15.000 euro.

“Il settore vitivinicolo, rispetto ad altri del comparto agricolo, è stato sicuramente tra i più danneggiati dalla pandemia – commenta Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale -. La vendemmia verde deve essere, però, una prima misura in soccorso dei produttori siciliani, che sarà utile a indennizzare in parte le perdite dopo gli investimenti fatti. Confidando sulla disponibilità al dialogo mostrata finora dall’assessore Edy Bandiera a questa misura pensiamo sia necessario affiancarne un’altra, la vendemmia selettiva, che in questo momento è in contrapposizione con la vendemmia verde: o fai l’una o fai l’altra. Per noi invece, l’una non esclude l’altra. Unire queste due misure ci permetterebbe di ridurre ancora la produzione non ottimale e di concentrarci su quella eccellente, di qualità. Permetterebbe ai vini dell’isola di emergere ancora meglio nel mercato”.

La vendemmia selettiva è una selezione che viene fatta direttamente sul campo, separando i grappoli migliori da quelli mediocri: uve scadenti, anche in percentuali ridotte, possono rovinare il lavoro di un intero anno. “Per la vendemmia verde – spiega Luca Basset, direttore della Cia Sicilia Occidentale – intanto, possono partire già le domande sul portale del Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale, attraverso i Centri di Assistenza Agricola. Il nostro Caa (centro assistenza agricoltori, ndr) ha già iniziato a raccogliere le prime domande ed è disponibile a dare tutte le informazioni per accedere a questo provvedimento”.

Agli agricoltori in graduatoria utile verrà erogato un sostegno di 3.000 euro per ettaro, le superfici ammesse vanno da un minimo di 5.000 metri quadrati a un massimo di 5 ettari. Altro requisito fondamentale è che il vigneto, oggetto del sostegno, deve essere impiantato da almeno quattro campagne vitivinicole. Tornando alla “vendemmia verde” i beneficiari sono le imprese viticole obbligate alla tenuta del registro telematico. Gli interventi ammissibili devono avere ad oggetto la riduzione della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine ed a indicazione geografica attraverso la pratica della vendemmia verde da realizzare nella campagna 2020.

La riduzione di produzione di uve destinate alla vinificazione non può essere inferiore al 20% rispetto al valore medio delle quantità prodotte negli ultimi 5 anni, escludendo le campagne con produzione massima e minima, come risultanti dalle dichiarazioni di raccolta e di produzione presentate, da riscontrare con i dati relativi alla campagna vendemmiale 2020/21 presenti nel Registro telematico.

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