Zfm Sicilia, la protesta si fa più dura, "Politica ci rispetti" - QdS

Zfm Sicilia, la protesta si fa più dura, “Politica ci rispetti”

Luigi Ansaloni

Zfm Sicilia, la protesta si fa più dura, “Politica ci rispetti”

domenica 30 Maggio 2021 - 14:24

A prendere la parola e a testimoniare il disagio dovuto alla desertificazione dei luoghi, sono stati, stavolta, gli operatori economici, imprenditori e artigiani, in rappresentanza dei 133 comuni

“Chiediamo la fiscalità di sviluppo perché non esistono solo gli e-commerce e i centri commerciali. La politica non privi i borghi di montagna della possibilità di avere i propri negozi e attività commerciali” è in sintesi il pensiero che è emerso durante il raduno organizzato, allo svincolo Irosa dell’autostrada A19, dalle Zone Franche Montane Sicilia.

A prendere la parola e a testimoniare il disagio dovuto alla desertificazione dei luoghi, sono stati, stavolta, gli operatori economici, imprenditori e artigiani locali, in rappresentanza dei 133 comuni delle nove province siciliane.

Da parte dei sindaci e degli amministratori presenti, nonché del comitato promotore delle Zone Franche Montante, sono emerse stanchezza e sfiducia dinanzi alla mancanza di risposte della politica. “La sensazione – è stato affermato durante la manifestazione pacifica – è di essere dopo più di cinque anni di lotta politica e sociale, finalmente all’ultimo miglio. L’ultimo miglio però non può durare per sempre, i governi regionale e nazionale devono solo dire o sì o no, e in tal caso assumersi la responsabilità di mettersi contro delle comunità che rappresenta un terzo dei comuni siciliani”.

“Siamo pronti ad innalzare il livello della protesta – hanno concluso i rappresentanti delle terre alte di Sicilia – e, nelle rispetto delle istituzioni, daremo vita a iniziative più forti anche a rischio di incatenarci e iniziare lo sciopero della fame. La fiscalità di sviluppo non sarebbe un regalo dello Stato ma un prestito perché con l’aumento delle attività aumenterebbero anche le entrate fiscali. Incredibile che lo stesso Stato che concede il reddito di cittadinanza non trovi il tempo e la volontà per riconoscere a noi il sacrosanto diritto di residenza e lavoro nei nostri territori”.

Un ultimo richiamo è stato fatto anche al governo della Regione siciliana: “Nonostante la legge già approvata e l’ordine del giorno che impegna il presidente a spendersi per sbloccare l’iter nella commissione paritetica, ancora in due mesi non è stato in grado di perimetrale ed identificare i territori delle Zone Franche Montane, una cosa che noi abbiamo già fatto in un’ora!”.

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