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Zfm Sicilia, norma a rischio, il Comitato, “Regione eroghi le risorse previste”

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Zfm Sicilia, norma a rischio, il Comitato, “Regione eroghi le risorse previste”

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martedì 07 Dicembre 2021 - 10:20

Continua lo stato di agitazione degli amministratori locali e dell’associazione zone franche montane in Sicilia sulla fiscalità di sviluppo da destinare agli operatori economici

Continua lo stato di agitazione degli amministratori locali e dell’associazione zone franche montane in Sicilia, che compongono il Comitato regionale, promotore della fiscalità di sviluppo da destinare agli operatori economici che ancora resistono nelle Terre alte di Sicilia.
Domenica scorsa, nell’Aula consiliare del Comune di Blufi, si è svolta un’assemblea del gruppo operativo del Comitato ed è emersa l’esigenza di incontrare il presidente della Regione, a cui spetta l’ultima parola per la definizione dell’iter istruttorio che sta segnando il passo a Palazzo Carpegna, tra le Commissioni Bilancio e Finanze e Tesoro del Senato.

La nota al presidente Musumeci

A tal proposito i vertici della Commissione Finanze e Tesoro del Senato hanno sollecitato con una nota il presidente Musumeci, ribadendo la necessità di accettare la formulazione “romana”, condivisa dal Comitato regioanle, in merito alla copertura finanziaria.

“La dialettica divisoria sulle risorse finanziarie da destinare alle zone montane – scrivono i senatori – rischia di restringere i margini di manovra della Ragioneria dello Stato prima e della Commissione Bilancio del Senato poi, non risultando possibile la valutazione positiva”.

L’articolo 81 della Costituzione non lascia margini di discussione: vi è obbligo di copertura di ogni legge che determini costi a carico della finanza pubblica e questo Musumeci lo sa benissimo.

La richiesta del Comitato regionale

Cosa chiedono i rappresentanti del Comitato regionale? Il Governo Musumeci comunichi al Senato l’intenzione di destinare alla start up della Legge, istitutiva le zfm in Sicilia, le risorse indicate al comma 4 dell’articolo 169 della legge di stabilità dello Stato, previste per compensare gli “svantaggi derivanti dalla condizione di insularità”. Anche in considerazione del fatto che sarebbero le uniche disponibili dal 1 gennaio 2022 e in ogni caso fruibili dopo la sottoscrizione degli Accordi (Stato-Regione) in materia di finanza pubblica.

“Le aree di montagna della Sicilia, ignote alla politica, sono da considerarsi ‘un’isola’ dentro l’Isola – secondo il Comitato regionale – e vivono una condizione di svantaggio più accentuata rispetto a tutta la fascia costiera e precostiera della Sicilia. I nostri territori stanno pagando un prezzo altissimo in termini socio-economici e tutto questo è inaccettabile».
In sostanza, Senato prima e Camera dopo non potranno calendarizzare il voto e licenziare il testo, proposto dall’ARS, senza una “comunicazione da parte degli organi del Governo regionale”.

La proposta di Armao

A sostegno della battaglia di civiltà che dura da oltre 2427 giorni è sceso in campo anche il vice presidente della Regione, Gaetano Armao, che ha inviato al Senato, dove al momento è in discussione la Legge di Stabilità, una proposta di emendamento.

Armao propone di aggiungere, “per l’avvio delle zone franche montane”, “ulteriori 100 milioni di euro annui”, a supplemento di quelli già previsti in finanziaria e «di fatto destinati al finanziamento della norma di politica economica in discussione al Senato», insistono dal Comitato regionale.

“Abbiamo motivo di ritenere che l’assessore al Bilancio ha avuto interlocuzioni con autorevoli membri del Governo Draghi e dei Partiti che non faranno mancare l’appoggio alla sua proposta di ottenere ulteriori risorse destinate alle zone franche montane della Sicilia, nell’approvanda Legge di stabilità”, affermano i rappresentanti del Comitato nel corso dell’assemblea di Blufi.

“Tuttavia, – chiosano – non possiamo permetterci di correre il rischio che le rassicurazioni ricevute dal professore Armao naufraghino nel Tevere”.
La proposta del Comitato sarebbe, nelle more di riscontrare la proficuità dell’impegno di Armao, che il presidente Musumeci si impegni a destinare i fondi previsti dalla Legge di Stabilità approvata dal Governo al finanziamento della start up della Legge.

“Il futuro non è nostro – affermano dal Palazzo comunale di Blufi – e il tempo delle scelte coraggiose e lungimiranti è adesso”. Sindaci e associazione non si arrendono, nonostante il presidente Musumeci nelle scorse ore avrebbe confermato il suo impegno a favore delle zone franche montane nel corso della prossima Giunta di governo.

L’incontro al pomeriggio

Si sono ridati appuntamento oggi pomeriggio, fin dalle ore 15:30, nell’Aula consiliare del Comune di Blufi, simbolicamente rappresentativa di tutti i luoghi di montagna dove si riuniscono i Civici consessi, che rappresentano chi ancora si ostina a resistere in paesaggi apparentemente dimenticati dalla politica ‘insulare’.

“Attenderemo di leggere atti ufficiali – concludono – che permetteranno alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato di licenziare il testo per il voto finale in Aula”.

Vincenzo Lapunzina

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