Boccata d’ossigeno per il sociale. Arriva la proroga per Casa Serena - QdS

Boccata d’ossigeno per il sociale. Arriva la proroga per Casa Serena

Francesco Torre

Boccata d’ossigeno per il sociale. Arriva la proroga per Casa Serena

venerdì 04 Gennaio 2013 - 00:00
Boccata d’ossigeno per il sociale. Arriva la proroga per Casa Serena

Nei prossimi 30 giorni la struttura dovrà essere messa a norma per ottenere il visto dei Vigili del fuoco. Posticipata di un mese la chiusura grazie al prestito ponte garantito dalla Regione

MESSINA – Casa Serena non chiuderà i battenti, almeno per altri 30 giorni. Scongiurato in extremis – dopo la notizia del decreto regionale “Salva-Comuni”, l’approvazione del bilancio previsionale 2012 e di fatto l’uscita parziale del Comune dal pericolo dissesto – il de profundis della casa di riposo pubblica gestita dalla cooperativa Azione Sociale che nei giorni scorsi aveva già formalmente avviato i licenziamenti per i 100 dipendenti e avvisato le famiglie dei degenti perché entro l’anno provvedessero autonomamente al rientro in famiglia dei cari o accettassero il trasferimento in altre strutture della provincia.
La situazione, in effetti, sembrava segnata, vista anche l’intransigenza mostrata dal commissario straordinario di nomina regionale Luigi Croce. Casa Serena non è a norma, non è iscritta all’albo regionale e tecnicamente funziona in pieno regime di illegalità. Inoltre Palazzo Zanca, prima dell’approvazione del bilancio previsionale 2012, non era in grado nemmeno di ipotizzare l’avvio di un nuovo bando di gara per i servizi sociali, quasi tutti in scadenza il 31 dicembre 2012. Grazie alla mediazione del Prefetto Trotta, alla grande attenzione mediatica suscitata dalle proteste dei lavoratori e anche dei vecchietti ospitati nella struttura, e soprattutto al risolutivo prestito ponte garantito al Comune dal presidente della Regione Crocetta (che il 31 dicembre ha anche visitato personalmente Casa Serena), la data di chiusura è stata quantomeno posticipata di un mese. Ma con delle prescrizioni. Nei prossimi trenta giorni la struttura dovrà essere messa a norma almeno quanto basti per avere il visto dai Vigili del Fuoco. Il 3 gennaio dovranno dunque partire i lavori assegnati a cottimo fiduciario (80 mila euro) per la messa a norma dell’impianto antincendio, ed entro la fine del mese dovranno essere incardinati gli altri improcrastinabili lavori di ammodernamento, per i quali pare che ci siano già appostati 800 mila euro.
Nel periodo in questione, inoltre, gli ospiti della struttura dovranno passare da 100 a 50, per consentire la realizzazione degli interventi in sicurezza. Trenta anziani hanno già raggiunto le famiglie, altri venti tra i più “arzilli” dovranno ora essere individuati per essere trasferiti temporaneamente in altre strutture. Per i lavoratori, infine, si studia la possibilità di avviare una cassa integrazione a rotazione, per garantire servizio e stipendi senza pesare troppo sulle casse comunali, dal momento che la struttura costa mensilmente 350 mila euro. Si potrebbe tornare alla normalità nel mese di aprile, allorquando si spera che saranno già belle e pronte le graduatorie dei nuovi bandi per i servizi sociali.

Alcuni dipendenti sono arrivati anche a minacciare il suicidio
MESSINA – Un Natale all’insegna della tensione sociale, quello vissuto nella Città dello Stretto, in primis proprio per la difficile vertenza di Casa Serena, sfociata il 27 dicembre con la veemente protesta a Palazzo Zanca e successivamente con l’occupazione della struttura. In quell’occasione, 3 dipendenti hanno anche minacciato di suicidarsi, e si sono tranquillizzati solo quando hanno ricevuto un invito formale dal commissario Croce per un incontro. Per tutti e 102 i dipendenti, come per la quasi totalità degli operatori nei servizi sociali, nei giorni scorsi erano scattate le misure di licenziamento, e né da Palazzo Zanca né da Palermo sembravano arrivare notizie confortanti sul loro futuro. Adesso si proverà a vedere le cose in una nuova prospettiva. C’è il bilancio previsionale 2012 approvato, si potrà stabilire quanto appostare per l’anno 2013 e dunque procedere con i bandi. Qualche scompenso ci sarà comunque, e la tensione non accennerà a placarsi.

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