Londra, in sei anni ridotti del 20% i rifiuti da destinare alle discariche - QdS

Londra, in sei anni ridotti del 20% i rifiuti da destinare alle discariche

Andrea Salomone

Londra, in sei anni ridotti del 20% i rifiuti da destinare alle discariche

venerdì 10 Maggio 2013 - 15:00
Londra, in sei anni ridotti del 20% i rifiuti da destinare alle discariche

Raccolta differenziata spinta e centrali a combustibile Rsu, così funziona una città di 8 mln di abitanti

LONDRA – Come abbiamo già spiegato nella nostra rubrica "Qui Londra", pubblicata ogni sabato a pagina 4, la capitale inglese trasforma parte dei suoi rifiuti indifferenziati (Rsu) in energia attraverso le tre megacentrali energetiche site nelle circoscrizioni di Enfield (Edmonton, London EcoPark), South Bermondsey (Selchp) e Bexley (Belvedere). I tre stabilimenti insieme utilizzano mediamente circa 500.000 T/a di Rsu per produrre elettricità e, negli ultimi due casi, anche teleriscaldamento.
L’impianto di Edmonton è il più grande impianto per il trattamento termico degli rsu attualmente esistente nel Regno Unito: non in termini di capacità di trattamento dei rifiuti, ma di dimensioni fisiche (il suo camino è alto 100 m). Con l’avanzare della tecnologia, infatti, sono apparsi sul mercato prodotti sempre più compatti ed efficienti. Lo stabilimento è stato uno dei primi ad essere costruito in Inghilterra, per la precisione nel 1971, quattro anni dopo l’entrata in funzione della centrale rsu di Berlino. Si parla quindi di un’impianto relativamente vecchio che, nonostante sia stato soggetto a lavori di modernizzazione – per ridurne le emissioni e aumentarne l’efficienza energetica – non presenta certamente tutti i vantaggi degli impianti di ultima generazione.
Seppur modernizzata, infatti, questa centrale appare tanto più vecchia quanto più essa viene messa a confronto con una centrale d’avanguardia come quella di Belvedere, completata quasi due anni fa. Differenze che si notano soprattutto a proposito della resa energetica.
Rispetto al primo impianto cittadino, infatti, il neonato impianto di Belvedere è in grado di ricavare più del doppio di energia dalla stessa quantità di rsu combusti. Nel suo rapporto "stategia rifiuti 2003", l’allora sindaco di Londra, Ken Livingston – ben noto perché protagonista di una lunga battaglia legale per impedire la costruzione di quest’ultima centrale – sembrava voler seguire l’esempio della capitale tedesca, dove, proprio in quell’anno, veniva pubblicato un bando di concorso per la costruzione di stabilimenti alternativi alle centrali Rsu, economici ed ecofavorevoli. Gara d’appalto che aveva portato, infine, alla realizzazione degli impianti per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (tmb).
Una battaglia che l’allora primo cittadino londinese aveva vinto a metà, perché nonostante il suo progetto abbia portato alla costruzione di diversi impianti tmb nella città, la centrale rsu di Belvedere è stata costruita lo stesso.
Informazione interessante che si ricava dalla relazione in questione è che l’entrata in funzione di questo impianto avrebbe innalzato al 30 % la quota totale di Rsu sottoposti a trattamento termico, precedentemente al 20 %. Ognuna delle megacentrali Rsu londinesi, infatti, poteva trattare ca. il 10% del totale dei rifiuti prodotti in città. Stando al progetto, l’impianto di Belvedere non doveva essere da meno, e così è stato. Seguendo la relazione, si potrebbe pensare che l’attività di quest’ultima centrale abbia portato ad un abbassamento del 10 % della quota di rifiuti destinati alle discariche, rispettivamente dal 70 % al 60 %.
In realtà, però, le cose non sono andate proprio così. Secondo i dati pubblicati dal sito governativo http://www.environment-agency.gov.uk, dal 2003 al 2009, ossia dalla data di pubblicazione del rapporto all’inizio dei lavori per la costruzione della centrale, è passata molta acqua sotto i ponti.
In sei anni Londra ha ridotto del 20 % la quantità di Rsu destinati alle discariche, portandola dal 70 % del 2003 al 50 % del 2009. Ciò è stato possibile, certo, grazie all’impiego di strategie volte alla riduzione dei rifiuti a monte; ma soprattutto grazie all’introduzione della raccolta differenziata (rd) porta a porta, che ha condotto ad un incremento del 17 % della quota di rd, dall’8 % al 25 %. La centrale di Belvedere, quindi, è stata solo un’ulteriore elemento di spinta ad una serie di iniziative finalizzate a stornare i rifiuti dalle discariche, come d’altronde stabiliscono le direttive Ue. Spinta che adesso ha portato la capitale inglese a depositare in discarica meno del 40 % di Rsu e non quel 60 % che era stato previsto invece nel 2003.

(11. Continua. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 22 febbraio, l’1, 12, 15, 22, 29 marzo, il 5 12, 19 aprile e 3 maggio. La prossima pubblicazione è prevista venerdì 17 maggio)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684