Monitorare il tumore alla prostata. Al Sud il tasso di mortalità più alto - QdS

Monitorare il tumore alla prostata. Al Sud il tasso di mortalità più alto

Gianluca Di Maita

Monitorare il tumore alla prostata. Al Sud il tasso di mortalità più alto

venerdì 26 Luglio 2013 - 04:00
Monitorare il tumore alla prostata. Al Sud il tasso di mortalità più alto

Controllare l’incidenza della patologia nel nostro Paese: questo l’obiettivo del progetto Pros-It. Nel Mezzogiorno sopravvive il 78% dei pazienti, al Nord-Ovest il 91%

PALERMO – Monitorare la situazione del tumore alla prostata nel nostro Paese. Questo l’obiettivo, del Comitato di direzione del progetto Pros-it coordinato dalla Sezione invecchiamento dell’Istituto di neuroscienze (In-Cnr), riunitosi presso la sede del Consiglio nazionale delle ricerche a Roma. Nella popolazione maschile mondiale, il tumore alla prostata è la seconda neoplasia più frequentemente diagnostica. L’incidenza in Italia si aggira su 3.600 nuovi casi nel 2012, con rilevanti differenze però a livello locale. Al Sud è di 59 casi ogni 100.000 abitanti, al Nord è pari a 110,4 mentre al Centro è di 82,6.
“La sopravvivenza a cinque anni dopo la diagnosi è già elevata, grazie presumibilmente alla diagnosi precoce di questa malattia legata alla larga diffusione del test del Psa, e al miglioramento delle tecniche di trattamento” dice Gaetano Crepaldi, responsabile scientifico della Sezione invecchiamento di In-Cnr di Padova. “Dati recenti provenienti dai Registri tumori italiani evidenziano che la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è passata dal 66% nel periodo 1990-94, all’80% nel 1995-99 e all’88% nel 2000-04. I dati più recenti dimostrano però alcune differenze geografiche nella sopravvivenza: 91% nelle regioni del Nord-ovest, 89% nel Nord-est, 85% nel Centro e 78% nel Sud. Specularmente, il tasso di mortalità è pari a 16,7 ogni 100.000 persone al Nord, al 17 nel Centro e al 18,3 nel Sud (fonte Airtum 2012)”.
Sud e Isole quindi in grave difficoltà nella battaglia contro il tumore alla prostata, emerge da qui l’importanza di mettere sotto controllo in chiave epidemiologica questa malattia. Attraverso l’analisi della diffusione della patologia, si può comprendere meglio la variabilità dell’incidenza, gli effetti delle terapie e delle complicanze. “Pros-It avrà come obiettivo la raccolta sistematica, presso i centri partecipanti, delle informazioni su tutti i maschi di maggiore età con diagnosi bioptica di tumore della prostata”, prosegue Crepaldi. “Verranno valutati caratteristiche cliniche e demografiche, protocolli di cura e risultati, per identificare i fattori su cui intervenire per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti”. Il progetto durerà 48 mesi, e vedrà la collaborazione di un comitato costituito da urologi, oncologi, radioterapisti, anatomo-patologi, epidemiologi, rappresentanti dei Registri tumori.

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