Come previsto, il Piano Crocetta contro l'eolico è tutto da rifare - QdS

Come previsto, il Piano Crocetta contro l’eolico è tutto da rifare

Rosario Battiato

Come previsto, il Piano Crocetta contro l’eolico è tutto da rifare

martedì 26 Agosto 2014 - 04:00
Come previsto, il Piano Crocetta contro l’eolico è tutto da rifare

Il Tar ha smontato i provvedimenti della giunta per congelare le conferenze di servizio sui nuovi impianti. Approvato lo strumento per la tutela del territorio promesso entro novembre 2013

PALERMO – Crocetta si prende l’ennesima bastonata sull’eolico. La scorsa settimana il Tar ha accolto il ricorso della società Novawind per l’istallazione di tre impianti eolici, annullando così la delibera di giunta che sospendeva le conferenze di servizi e i decreti dell’ex assessore all’Energia Nicolò Marino.

Il rapporto del vento con la seconda regione d’Italia per potenza installata e produzione da fonte eolica è sempre stato particolarmente difficile. Dalla grande corsa dei tempi di Cuffaro fino agli scandali e alla chiusura del periodo Lombardo. Rosario Crocetta si è appunto inserito in questo solco, “consigliato” dalla pressione del partito democratico che capeggiato da Antonello Cracolici aveva richiesto e ottenuto il blocca-eolico dopo che l’ex assessore Marino, tramite il passato dirigente all’Energia Maurizio Pirillo, aveva riaperto le conferenze di servizio nel settembre dello scorso anno. Un procedimento sacrosanto per imprese che aspettavano una risposta da parte della Regione da diversi anni (la Novawind attende, ad esempio, dal 2007) in quanto l’eolico, come ribadito all’Ars da Marino in ottobre, non poteva essere bloccato per decreto perché non rientrava nelle competenze della Regione.

L’ex assessore lo aveva precisato anche all’Ars: “Non si possono bloccare come ho avuto modo di anticipare tout court le autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici – aveva specificato in aula – in quanto la normativa statale di derivazione comunitaria e dunque cogente per la Regione siciliana, impone di conciliare le politiche di tutela dell’ambiente, del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili, rispetto alle energie tradizionali ed impone di rispettare la quota minima di energia da fonti rinnovabili assegnata alla Regione cosiddetto obbligo burden sharing”. La sospensiva dell’autunno del 2013 aveva messo tutto in frigo, in attesa del piano di zonizzazione previsto per novembre del 2013 e che avrebbe potuto rappresentare l’unica arma efficace per limitare l’espansione dell’eolico.
Un atteggiamento distrutto dalle sentenze del Tar. Il primo colpo lo scorso gennaio quando la Novawind Sicilia srl, in attesa di ottenere le autorizzazioni per tre impianti (Monreale, Custonaci e Mussomeli) aveva avuto ragione dal Tar in occasione del ricorso contro l’assessorato regionale all’Energia, chiedendo la sospensione di diversi decreti del 2013: il 161 del 17 maggio, il 294 del 12 agosto, e il 319 del 26 settembre. Poi il secondo colpo della settimana scorsa che ha praticamente smontato tutto il quadro di “protezione” del territorio voluto da Crocetta, dando ragione su tutta la linea alla Novawind.
Il governatore però non si dà per vinto. Dopo essersi dichiarato “amareggiato” per la sentenza del Tar, ha annunciato (finalmente) il nuovo piano per la tutela del territorio e del paesaggio. L’avrebbero definito l’assessore Calleri e il dirigente Lo Monaco e si tratta di una mappatura che non consente ulteriori, indiscriminate, “istallazioni eoliche” e che risulta l’“unico strumento” per arrestare l’invasione “barbarica” del territorio. Alla prossima riunione verrà deliberato dalla giunta e “subito dopo – ha proseguito il governatore – chiederò in conferenza dei capigruppo all’Ars che il disegno di legge venga trattato in via prioritaria per dotare finalmente la Sicilia di uno strumento di difesa”. C’è voluto un anno, ma finalmente ha capito che la sospensiva varato nello scorso anno da Marino era praticamente inutile senza un Piano adeguato, visto che quello realizzato lo scorso anno era soltanto una “mappatura dell’esistente”.

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