Gli Ersu siciliani “zoppi” tra tagli e burocrazia - QdS

Gli Ersu siciliani “zoppi” tra tagli e burocrazia

Michele Giuliano

Gli Ersu siciliani “zoppi” tra tagli e burocrazia

mercoledì 04 Marzo 2015 - 14:00
Gli Ersu siciliani “zoppi”  tra tagli e burocrazia

Molti fondi non sono arrivati e per di più mancano organi rappresentanti. A Palermo da 2 anni manca la rappresentanza studentesca

PALERMO – Ersu sempre più nel caos in Sicilia. Non solo i tagli ai finanziamenti che oramai vanno avanti da anni, con conseguente riduzione dei servizi alla collettività studentesca: gli enti di diritto allo studio devono anche andare avanti con i freni della burocrazia.
In tutta la Sicilia si attende ancora la nomina dei direttori generali, vacatio che rende gli Ersu meno operativi e funzionali rispetto alla loro gestione. Senza considerare che ancora a dicembre si protraevano grossi problemi finanziari che continuano ancora ad oggi ad avere le loro ripercussioni: dal mancato trasferimento del fondo integrativo statale per il diritto allo studio per l’anno 2014, al mancato trasferimento di circa il 50 per cento del contributo di funzionamento: soldi che avrebbe dovuto liquidare la Regione.
Quella dei direttori generali si è trasformata addirittura in pantomima quando nel dicembre scorso l’assessorato regionale per l’Istruzione è stato costretto ad annullare, in autotutela, il procedimento di selezione e nomina di questi funzionari.
Il travagliato procedimento si trascinava dal 2012 quando, in deroga alla legge del 2002 che prevede il concorso pubblico per l’assegnazione delle cariche, la Regione siciliana scelse di conferire gli incarichi di direttore dell’Ersu su proposta del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’istruzione e della Formazione professionale.
Si aprì dunque una selezione per titoli dalla quale fu redatta una graduatoria. Graduatoria a cui, comunque, non fu mai dato seguito. “Sul diritto allo studio negli ultimi anni, almeno in Sicilia, – denuncia Giovanni Dennis Lattuca, rappresentante degli studenti in seno al consiglio d’amministrazione dell’Ersu di Palermo – sono stati fatti dei passi indietro.
Ad un ridimensionamento dei fondi statali si è aggiunto un taglio dei fondi regionali. Tale minore stanziamento è stato solo in parte compensato da un aumento della tassa a carico degli studenti”.
Specificatamente all’Ersu di Palermo poi ci sono problemi proprio di carattere governativo, se così si possono definire. Infatti vi è una paralisi amministrativa che inspiegabilmente continua a mantenere immobile l’Ente regionale per il diritto allo studio: da due anni la struttura è commissariata, da quando sono scaduti i mandati del presidente e della maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione. “L’Ente – denuncia Lattuca in una lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – continua ad adottare le proprie scelte in assenza della rappresentanza studentesca, la componente maggioritaria del consiglio di amministrazione”.

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