Avvocato e giornalista anche loro nuovi poveri - QdS

Avvocato e giornalista anche loro nuovi poveri

Chiara Borzi

Avvocato e giornalista anche loro nuovi poveri

giovedì 24 Settembre 2015 - 14:50
Avvocato e giornalista anche loro nuovi poveri

L’identikit: “Dai 40 ai 55 anni di età, ex professionisti, uomini separati”. Caritas: a Catania circa 2.000 ex benestanti hanno chiesto aiuto

CATANIA – Li chiamano “nuovi poveri”, sono uomini e donne che a causa della crisi hanno perso la propria occupazione o la possibilità di condurre una vita mediamente agiata. Si tratta di avvocati, imprenditori, commercianti, architetti e anche giornalisti, che a causa di un licenziamento e per il fallimento delle rispettive aziende, si sono ritrovati in strada. Molti scelgono di rimanerci, altri con molto pudore decidono di rivolgersi soprattutto ai centri messi a disposizione della Caritas, dove anche rimanendo nell’anonimato è possibile usufruire del servizio mensa e di una doccia. In Sicilia le nuove povertà si associaziono a quelle precedentemente esistenti. Esattamente a quelle 180mila famiglie che vivono ufficialmente in condizione di povertà (dato Rapporto Res 2014).
Dal 2010 ad oggi nella sola città di Catania i cosiddetti “nuovi poveri” ammonterebbero a circa 2mila persone, una cifra enorme e che stando alle testimonianze degli stessi operatori della Caritas etnea, è in crescita. La Caritas ha una rete di centri assistenza diffusa in tutta Italia che permette di tracciare una quadro chiaro ed esteso delle “nuove povertà”. Quel che ne emerge è un contesto assolutamente complesso. “In questo periodo – ci spiega Valentina Calì dell’Help Center Caritas di Catania – non abbiamo ricevuto solo un’utenza locale, ma diversi ‘nuovi poveri’ provenienti dal Nord Italia. Prevalentemente uomini che scelgono volontariamente di venire in Sicilia per due motivazioni: il clima mite e la maggiore facilità di accesso ai nostri servizi, a differenza del Nord programmati per servire l’intero arco della giornata”.
Come accade per l’utenza che viene dal Nord, anche quella Sicilia, e in particolare catanese, è composta da uomini. “Parliamo di una fascia che va dai 40 ai 55 anni di età – spiega ancora Calì – di ex professionisti che hanno perso il lavoro, uomini separati o affetti da ludopatia. L’approccio con l’Help Center non è diretto: prima si aggirano all’esterno della struttura, poi scelgono di entrare ma con vergogna. Abbiamo accolto commercianti, imprenditori, un banchiere e anche un dipendente del comune di Catania. La loro prima richiesta è quella di trovare un lavoro, poi un alloggio (che rifiutano però se condiviso con stranieri), infine un pasto”.
Secondo la testimonianza dell’assistente sociale catanese, i “nuovi poveri” non sono solo ex appartenenti alla classe medie, ma cittadini che arrivati all’età matura non riescono più a ritrovare una ricollocazione nel mondo del lavoro. Alcuni non riusciranno mai a riprendersi da questa condizione, altri invece diventano emblema di una resistenza.
“Abbiamo cominciato a notare un aumento di flussi nel nostro Help Center dal 2011. Nonostante le condizioni precarie quello che è da sottolineare sia negli uomini che nelle donne che hanno perso la loro stabilità economica è la grande capacità di adattamento. Dal 2011 ad oggi abbiamo ricevuto circa 2mila persone, abbiamo compilato dal 2006 ad oggi circa 7mila schede conoscitive. Invito tutte le amministrazioni a venire nel nostro Help Center o al Centro ascolto diocesano per vedere cosa succede. Oggi la soluzione non è più neppure emigrare a Nord”.
Non solo a Catania, ma anche nella futura città metropolitana di Palermo, la condizione di “nuovo povero” tende sempre più ad avanzare. Secondo quanto comunicato a gennaio dai responsabili della Caritas del capoluogo siciliano, la percentuale di persone che chiede assistenza è aumentata del 14 per cento.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684