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Palermo – Via al tour de force in Consiglio

Gaspare Ingargiola

Palermo – Via al tour de force in Consiglio

mercoledì 18 Novembre 2015 - 05:00
Palermo – Via al tour de force in Consiglio

In primo piano il Bilancio di previsione per il 2015, il contratto di servizio dell’Amat e la Ztl. Maratona a oltranza già iniziata con tre-quattro sedute ogni settimana

PALERMO – Bilancio, contratto di servizio dell’Amat e Ztl: nelle ultime settimane dell’anno il Consiglio comunale sarà chiamato a un vero e proprio tour de force per mettere in sicurezza i conti e salvare il tram, che senza l’aggiornamento del contratto con l’azienda dei trasporti resterà fermo al palo. Una maratona a oltranza che per la verità è già cominciata al ritmo di tre, quattro sedute a settimana per approvare i documenti propedeutici al bilancio (il Piano triennale delle opere pubbliche e il piano delle alienazioni) e respingere i project financing sui cimiteri.
Ma andiamo con ordine. Dopo il via libera al regolamento e al Piano sulla pubblicità e al Regolamento sulla movida (due provvedimenti complessi e per questo incompleti, che infatti dopo l’approvazione in aula sono tornati negli uffici per alcuni aggiustamenti), Sala delle Lapidi si è concentrata sul bilancio preventivo, che a novembre non è stato ancora prodotto. È utile ricordare che il testo è dovuto tornare in assessorato, facendo dilatare i tempi, quando la Regione Siciliana ha anticipato al 2015 l’applicazione delle norme nazionali sull’armonizzazione dei conti, che hanno imposto il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi. E così il Piano delle alienazioni è stato approvato a fine ottobre, il Piano triennale delle opere pubbliche per il giorno di Ognissanti e i revisori dei conti hanno potuto esprimere il loro parere favorevole sul previsionale soltanto una decina di giorni fa, mentre gli uffici non si sono ancora pronunciati sul contratto di servizio Amat.
Il Piano alienazioni presentava fra l’altro qualche problema: mancavano le cifre esatte, i tempi e i criteri di vendita degli immobili. Il documento prevede la valorizzazione degli impianti sportivi come il Velodromo, il Diamante del baseball, il Palaoreto, il Palamangano, la piscina comunale e lo Stadio delle Palme. L’idea è quella di coinvolgere – bisogna capire in quale forma – le singole federazioni sportive.
Il Ptop prevede invece 734 opere pubbliche per un investimento complessivo di 3,9 miliardi di euro. Come ogni anno poche di queste infrastrutture verranno realizzate davvero ma l’approvazione del Ptop è obbligatoria per legge. Fra le opere previste (97 interventi da 288 milioni per il 2015, 281 interventi da 1,3 miliardi per il 2016, 357 interventi da 2,3 miliardi per il 2017) la settima vasca di Bellolampo, il rifacimento dei ponti (si pensi in particolare al ponte Corleone), i lavori nelle scuole, la riqualificazione delle isole pedonali.
Poi il Consiglio è passato alla questione cimiteri. Innanzitutto ha detto sì a un nuovo impianto di cremazione ai Rotoli, ma solo se a costruirlo sarà l’amministrazione. È stata bocciata, infatti, la proposta di un privato che aveva presentato un progetto da 1,5 milioni di euro per la realizzazione di un secondo impianto che avrebbe sopperito ai continui guasti di quello esistente. L’aula non ha rigettato l’idea dell’investimento privato, ma solo se l’intervento riguarderà altri cimiteri, perché per i Rotoli esiste già un progetto pubblico di Palazzo delle Aquile. Sono state restituite agli uffici, invece, altre due delibere sul project financing sul nuovo camposanto a Ciaculli e sull’allargamento di Santa Maria di Gesù. La documentazione richiesta, infatti, avrebbe presentato alcune criticità. In aula, inoltre, alcuni consiglieri d’opposizione (su tutti Giuseppe Milazzo di Forza Italia) hanno fatto notare come non sia impellente un grande cimitero a Ciaculli quanto piuttosto 5 mila nuovi posti per l’inumazione: dopo la messa in sicurezza del costone roccioso sopra i Rotoli, infatti, l’emergenza cimiteriale sembra parzialmente rientrata.
Adesso l’aula continuerà a marciare a ritmo serrato, soprattutto perché entro dicembre il tram – il cui preesercizio è ormai quasi completato su tutte e tre le linee – deve essere messo definitivamente in funzione, pena le sanzioni dell’Unione europea. Ma considerando che sul contratto di servizio dell’Amat la partita è doppia, visto che si discuterà anche delle Ztl, la battaglia in aula si preannuncia caldissima.

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