Pmi, nuovo rating misura le imprese sane - QdS

Pmi, nuovo rating misura le imprese sane

Michele Giuliano

Pmi, nuovo rating misura le imprese sane

mercoledì 18 Maggio 2016 - 06:00
Pmi, nuovo rating misura le imprese sane

L'introduzione di un nuovo modello per garantire i prestiti da parte dello Stato può diventare particolarmente utile in Sicilia. A giovarne saranno le aziende che risultano “pulite” con possibilità di spendersi sul mercato

PALERMO – Con un tessuto economico a forte rischio di usura, l’imprenditore e il commerciante siciliano può cominciare a intravedere barlumi di speranza specie sul fronte del sostegno al credito. La riforma del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui si sta discutendo al governo nazionale, può senza dubbio essere una svolta per l’imprenditoria sana dell’isola. L’introduzione di un modello di rating interno del Fondo ai fini della valutazione del merito creditizio delle imprese, che sostituirà l’attuale sistema di valutazione economico-finanziaria basato sull’utilizzo del credit scoring, può diventare la chiave di volta per far uscire finalmente l’impresa siciliana dalle secche di una stretta creditizia che va oramai avanti da anni. Ne è convinto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile: “L’adozione del modello di rating – ha spiegato – consentirà una stima accurata della rischiosità delle imprese. La conoscenza della rischiosità dell’imprenditore permetterà al ministero dello Sviluppo economico di rendere più selettivi, mirati ed efficaci gli interventi del Fondo, attraverso un’articolazione delle coperture che preveda misure via via crescenti all’aumentare della rischiosità dell’impresa”.
Per la Sicilia un sospiro di sollievo considerando che nel territorio italiano è tra le regioni più colpite dalla stretta creditizia da parte degli istituti di credito. Non solo perchè c’è una certa fragilità economico del tessuto produttivo ma anche per l’elevata condizione di rischio socio-economico derivante dalla presenza della criminalità organizzata.
La Cgia di Mestre ha inserito la Sicilia tra le regioni con il più alto pericolo di usura. In pratica nella classifica figura subito dietro la Campania: “A seguito della forte contrazione dei prestiti praticata dalle banche alle famiglie e alle imprese – ha evidenziato nel suo recente studio la Cgia di Mestre – c’è il pericolo che l’usura, soprattutto nel Mezzogiorno, assuma dimensioni preoccupanti”.
Le preoccupazioni sono sostenute dai numeri: tra la fine del 2011 e quella del 2013 si è verificata una diminuzione degli impieghi bancari alle famiglie e alle imprese di 97,2 miliardi (-9,6 miliardi pari al -1,9 per cento per le famiglie e 87,6 miliardi di euro pari al -8,8 per cento per le imprese).
Il nuovo sistema di rating sarà in pratica una garanzia assoluta di fiducia nei confronti dell’impresa che quindi potrà scrollarsi di dosso i dubbi solo perchè appartenente al territorio siciliano definito per l’appunto “ad alto rischio”: “Con il nuovo rating – ha proseguito il sottosegretario Gentile – vi sarà una maggiore focalizzazione del sostegno pubblico in favore delle imprese rischiose che presentano un reale bisogno di sostegno da parte dello Stato”.
Al contempo, la conoscenza del grado di rischio delle imprese, consentirà al gestore del fondo di effettuare accantonamenti prudenziali a fronte delle garanzie rilasciate calibrati in funzione dei rischi effettivamente assunti dal fondo.


Quali sono gli obiettivi della riforma
Gli altri obiettivi della riforma, strettamente connessi, come detto, al passaggio dall’attuale sistema di valutazione al modello di rating del fondo sono: la creazione di più ampi margini per interventi di altre amministrazioni e altre istituzioni di sviluppo con lo scopo di finanziare operazioni realmente addizionali; ri-orientamento del fondo verso le operazioni finanziarie a medio-lungo termine e gli investimenti; rendere “neutro” l’intervento del fondo rispetto alla tipologia di soggetto richiedente (banca o confidi) e riequilibrando, dunque, il trattamento tra “garanzia diretta” e “controgaranzia” che, durante la crisi, sotto la morsa del credit crunch, si era effettivamente perso. Il processo di riforma del fondo “è in fase avanzata” sostiene sempre il sottosegretario. In questi giorni, ha precisato Gentile, “si stanno chiudendo i test del modello, condotti al fine di confrontare, su medesimi gruppi di imprese, il comportamento del modello di rating del fondo con quello dei modelli di rating interni di un gruppo di banche che si sono offerte di collaborare”. Chiusi i test, saranno adottati i provvedimenti amministrativi necessari all’’introduzione del nuovo modello di valutazione.

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