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Palermo – Amia: le troppe società satellite di un’azienda a rischio fallimento

Luca Insalaco

Palermo – Amia: le troppe società satellite di un’azienda a rischio fallimento

mercoledì 25 Novembre 2009 - 00:00

Oggi il Tribunale fallimentare esaminerà le richieste presentate nei mesi scorsi dalla Procura. Le controllate sono quasi tutte in perdita: un milione solo per Amia Essemme

PALERMO – Oggi il Tribunale fallimentare potrebbe decidere sulla richiesta relativa al futuro dell’Amia, presentata dalla Procura del capoluogo. L’azienda di via Nenni ha nei giorni scorsi presentato un articolato piano di risanamento e ricapitalizzazione e con questo spera di poter ottenere almeno un rinvio dai magistrati. Tra le ipotesi al vaglio dell’amministrazione comunale, c’è l’acquisizione di Amia Essemme, la società che si occupa dello spazzamento manuale dei rifiuti e di cui Amia Spa detiene la totalità delle azioni. Il motivo è presto detto: nel 2008 la controllata ha fatto registrare perdite per 715.367 euro. Un peso eccessivo per i fragili equilibri finanziari della società guidata da Gaetano Lo Cicero, che ora con questo escamotage vorrebbe liberarsene, assieme ai problemi che si porta appresso in fatto di produttività e tensioni (da ultimo i disordini in due depositi Amia del 2 novembre scorso).
Rimanendo in tema di controllate, è decisamente più pesante la perdita fatta registrare da Palermo Energia Ambiente: 1.651.488 euro. La società consortile, di cui l’azienda di via Nenni possiede il 48% delle azioni, dovrebbe gestire il sistema integrato dei rifiuti che fa perno sul termovalorizzatore. Stessa finalità ha la Platani Energia Ambiente, di cui Amia detiene lo 0,5%. La partecipazione è iscritta in bilancio per l’importo di 13.821 euro, dopo la svalutazione di 13 mila euro effettuata per la non ricuperabilità dei maggiori oneri iscritti. Proprio per le note vicende legate alla realizzazione degli impianti nell’Isola, l’Amia parla di “una complessiva rivisitazione dei rapporti societari” con Palermo e Platani Energia Ambiente.
Quindi l’unica controllata in attivo, ovvero Amia Servizi Srl: il risultato d’esercizio al 31 dicembre del 2008 ha registrato un utile pari a 316.146 euro. Costituita nel 2005, quando ha acquistato gli immobili e i mezzi di Amia Spa, la società ha un capitale sociale di 10 mila euro, interamente versato e posseduto dalla sua controllante. La “società madre” prevede di concludere in tempi brevi la procedura di fusione per incorporazione, facendone retrocedere gli effetti dell’atto al primo gennaio 2009. Alcune cessioni di mezzi e immobili tra le due società sono state ritenute fittizie dai magistrati, che hanno chiesto il rinvio a giudizio per gli ex amministratori di Amia per falso in bilancio e false comunicazioni sociali.

Approfondimento. Le altre partecipazioni azionarie
PALERMO – L’azienda possiede 145 quote consortili del valore nominale unitario di 516,45 iscritte del valore di bilancio di zero euro nel consorzio Ciem (Centro per l’internazionalizzazione e la promozione della piccola e media impresa nello spazio euromediterraneo), a seguito di svalutazione totale a perdita durevole di valore. Dal marzo del 2003, detiene una partecipazione nel consorzio volontario con attività esterna Pegaso. Il fondo consortile è di 50 mila euro e la partecipazione dell’Amia è del 50,5%. A oggi risulta ancora inattivo. Amia possiede tre quote consortili del valore di bilancio complessivo di 1.650 euro nel Consorzio italiano compostatori, con sede a Bologna, e una quota, pari al 7%, del Consorzio Maximus per un valore pari ad 24.570 euro, con l’obiettivo di entrare nell’Ati che ha partecipato alla gara per la concessione di servizi pubblici per la gestione, la manutenzione e la sorveglianza del patrimonio stradale della grande viabilità indetta dal Comune di Roma.

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