Il patentino per cani potrebbe salvare delle vite - QdS

Il patentino per cani potrebbe salvare delle vite

Gaetano Piccione

Il patentino per cani potrebbe salvare delle vite

martedì 13 Settembre 2016 - 03:00
Il patentino per cani potrebbe salvare delle vite

Dopo la tragedia di Mascalucia, sorgono dubbi sul possesso e l’educazione di determinate razze. L’esperto: ”Questo per assicurare competenza nell’istruzione dell’animale”

MASCALUCIA (CT) – Razze canine: malcostume, negligenza o semplice amore per gli animali? Una domanda che attanaglia l’intero Paese dopo la morte del piccolo Giorgio, azzannato dai cani di famiglia. A prendere parte al dibattito pubblico è il Codacons che interviene sulla vicenda.
“Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo – afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi – indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che esistono razze, come i pitbull o i rottweiler, che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura”.
“Per tale motivo – prosegue – da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un dogo argentino. L’aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio, voluta dall’ ex ministro Sirchia, ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto”.
Per capire meglio il complesso mondo delle razze canine abbiamo rivolto qualche domanda a Giovanni Luca Caliò, veterinario operante a Vittoria (Rg), con master post specializzazione in ‘medicina comportamentale del cane e del gatto e gestione del randagismo’.
“Esistono cani pericolosi per antonomasia? Il riferimento è rivolto alle razze selezionate per il combattimento”.
“Pur ricordando che il cane appartiene ad una specie predatrice, posso tranquillamente affermare che non esistono razze canine pericolose per antonomasia. Esistono razze che sono state sottoposte a selezione per affinare determinate caratteristiche quali la ricerca, la caccia, la guardia e la difesa, sfruttando le predisposizioni già codificate nel DNA delle singole razze. Quindi è logico che ci siano razze canine più portate a divenire cani da guardia o cani da difesa, ma rifiuto categoricamente il concetto di razze canine pericolose”.
“Quanto ritiene utile l’introduzione di uno specifico patentino per il possesso di alcune razze?”
“Sarebbe molto utile, come già si fa in altre nazioni europee, prevedere una sorta di attestato per quei proprietari che vogliano acquistare un soggetto appartenente a determinate razze. Questo allo scopo di assicurare un minimo di competenza in materia di educazione comportamentale del cane a chi predilige razze di taglia grande o razze selezionate per scopi potenzialmente pericolosi quali guardia e difesa”.
Ancora una volta, dunque, si evince come la responsabilità non è mai del cane ma ricade interamente sull’essere umano, che non riesce a controllare ciò che ha generato.
Poi vi è la questione di certi malcostumi consolidati e diffusi un po’ ovunque in Italia. Quante volte abbiamo visto dei padroncini maleducati che, nelle aree a verde urbano o sulle spiagge, si sentono liberi di far correre i loro cani, spesso molossi, senza guinzaglio e museruola?
E’ giusto che un cane più alto di una bambina debba poterle arrivare alle spalle (spaventandola a morte), senza che nessuno possa impedirlo? Deve scapparci per forza la fatalità? Dove sono le sanzioni? E i controlli dei Vigili? Qualche sindaco, anche in Sicilia, comincia a pensare alle aree di sgambamento, spazi riservati in cui far giocare gli amici a 4 zampe: un luoghi di civiltà e rispetto per animali e persone.

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