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Messina – G7, soltanto interventi provvisori. Nessun investimento per il futuro

Massimo Mobilia

Messina – G7, soltanto interventi provvisori. Nessun investimento per il futuro

mercoledì 12 Aprile 2017 - 05:00
Messina – G7, soltanto interventi provvisori. Nessun investimento per il futuro

I lavori elettrici e idraulici per il Palacongressi condurranno esclusivamente a un’agibilità in deroga. Al termine del vertice, le elipiste di Piano porto e contrada Bongiovanni saranno smontate

TAORMINA (ME) – Non basterà il G7 per far risorgere il Palazzo dei Congressi di Taormina. A 43 giorni dal mega vertice, ecco la prima certezza legata all’utilità (o inutilità) che avranno in futuro i cantieri nei quali si sta lavorando in funzione dell’evento. Dopo i pesanti ritardi iniziali, Vigili del Fuoco e uomini dell’Aeronautica Militare stanno intervenendo da qualche settimana nell’edificio di piazza Vittorio Emanuele, per fare in modo che la struttura possa aprire in sicurezza come centro logistico del vertice e costituire la prima alternativa al Teatro Antico, nel caso in cui la serata inaugurale del 26 maggio – che prevede l’esibizione dei musicisti della Scala di Milano di fronte ai grandi della Terra – fosse messa a repentaglio da cattive condizioni meteorologiche. Gli interventi in corso sugli impianti elettrici e su quelli idraulici però, non faranno altro che portare l’ennesima agibilità in deroga, come accade da anni.
È stato lo stesso Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi – il prefetto Riccardo Carpino – a dichiarare che l’apertura avverrà comunque “previo determinate autorizzazioni”, grazie alla predisposizione di misure precauzionali aggiuntive. Chi pensava che i lavori del G7 potessero finalmente porre le basi per ottenere il Certificato di prevenzione incendi (l’ultimo risale al 2013), dovrà così mettersi l’animo in pace, a cominciare dal sindaco Eligio Giardina, che nei mesi scorsi tranquillizzava sul fatto che finalmente sul Palacongressi sarebbe stata “la volta buona”. Niente da fare. Le condizioni per ottenere il Certificato non ci saranno neanche dopo.
Un’occasione sprecata per un’infrastruttura che non è mai riuscita a fare le fortune di Taormina, sul piano della destagionalizzazione invernale attraverso il turismo congressuale. Un’opera costruita negli anni ‘70 e valutata oggi 15 milioni di euro dal Comune, che ha inserito l’edificio nella lista degli immobili da valorizzare. Come se il Palazzo fosse stato costruito ieri. E invece, per salvare ogni anno la stagione culturale di TaorminaArte, che inizia a giugno col FilmFestival, si sopravvive da almeno un decennio con provvedimenti di parziale agibilità o di agibilità in deroga, preferendo spendere 100 mila euro l’anno per sistemare il minimo indispensabile, piuttosto che programmare investimenti a lungo termine.
Quand’era sindaco Mauro Passalacqua, cioè soltanto la passata legislatura, il Consiglio comunale era riuscito nell’impresa di far cadere nel dimenticatoio un project financing da 1,5 milioni di euro. L’attuale amministrazione Giardina invece, non ha nemmeno preso in considerazione la recente manifestazione d’interesse di Videobank – la società catanese di media e broadcasting che organizzerà il prossimo Festival del Cinema – che aveva messo sul piatto un investimento da 1 milione di euro, a costo zero per il Comune, per rimettere a nuovo il Palacongressi.
In vista del G7, sono invece in dirittura d’arrivo le due elipiste, di contrada Bongiovanni e Piano Porto, insieme ai lavori per mettere in sicurezza tetto e vetrate della piscina comunale, considerata la vicinanza con uno dei due scali. Potrebbero sembrare una giusta consolazione, se non fosse però che entrambe le infrastrutture, necessarie per far atterrare gli elicotteri dei Capi di Stato, verranno smontate subito dopo il vertice. “Meglio una soluzione provvisoria”, hanno già deciso gli addetti ai lavori.
Svanito così anche il sogno di avere almeno un’elipista per future emergenze o ospiti eccellenti. In attesa che inizino i lavori anche alla Villa comunale per recuperare la zona franata nel 2015, non resta che la magra consolazione dei nuovi manti stradali, in arrivo nelle principali arterie d’accesso alla città e negli assi viari che circondano il centro storico. A meno d’interruzioni improvvise: gli agenti della Dia hanno già visitato i cantieri su provvedimento del Prefetto per controllare che, tra appalti, operai e procedure, proceda tutto alla luce del sole.

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