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Palermo – Collaboratori scolastici a rischio: sulla questione interviene il Miur

Eleonora Fichera

Palermo – Collaboratori scolastici a rischio: sulla questione interviene il Miur

venerdì 21 Luglio 2017 - 05:00
Palermo – Collaboratori scolastici a rischio: sulla questione interviene il Miur

Un tavolo tecnico si è riunito a Roma alla ricerca di una soluzione: in ballo 500 lavoratori. Leoluca Orlando: “La presenza del Governo dimostra l’impegno politico sul tema”

PALERMO – La controversa questione dei collaboratori scolastici di capoluogo e provincia è approdata al ministero dell’Istruzione. Mercoledì mattina l’assessore comunale alla Scuola e al Lavoro del Comune di Palermo, Giovanna Marano, ha partecipato al tavolo tecnico sul tema convocato dal Governo nazionale. Un intervento, quello di Roma, invocato dal sindaco Leoluca Orlando.
Tra la scadenza della convenzione e i mancati rinnovi, infatti, le scuole del capoluogo rischiano di ripartire a settembre senza un organico adeguato alle esigenze degli alunni. In ballo ci sono 500 collaboratori scolastici precari. Si tratta di lavoratori ex Lsu che da più di vent’anni operano negli istituti scolastici svolgendo le mansioni riservate al personale Ata (Assistenza e supporto tecnico-amministrativo). Dopo mesi di contratti a termine, con la fine dell’anno scolastico, i vecchi problemi si sono riproposti.
Una situazione tanto instabile da spingere, come dicevamo, il sindaco Orlando a richiedere l’intervento del Miur. Decisione, quella del primo cittadino, maturata anche a seguito degli incontri tra l’Amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali di Cisl, Uil e Cobas. Proprio al termine dell’ultimo di questi appuntamenti, la scorsa settimana, Orlando ha annunciato di aver contattato l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, e di aver invitato il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, a convocare un tavolo governativo finalizzato a trovare una soluzione alla vicenda “in tempo utile a garantire un corretto avvio e un sereno svolgimento dell’anno scolastico”.
Dopo circa una settimana, le richieste del primo cittadino sono state ascoltate. Il ministro Fedeli è arrivata a Palermo, dove mercoledì ha visitato la scuola dello Zen dedicata a Giovanni Falcone vittima nei giorni scorsi di un raid vandalico che ha danneggiato il busto del magistrato ucciso dalla mafia. Proprio davanti all’istituto, la Fedeli ha potuto incontrare i collaboratori scolastici del capoluogo: un gruppo di precari storici ex Lsu, infatti, ha scelto la scuola Falcone come sede per organizzare l’ennesima protesta. Questa volta si è optato per un sit-in pacifico. I manifestanti si sono riuniti con cartelli e uno striscione rivolto proprio al ministro: “Fedeli, noi 519 collaboratori scolastici ci affidiamo alla sua bontà di madre di famiglia. Proteggici come i tuoi figli”.
“Siamo sospesi – ha dichiarato una delle manifestanti, precaria da 22 anni, dando voce all’esasperazione di tutti i lavoratori presenti – in attesa di sapere se dobbiamo rientrare a scuola. Se non rinnovano la convenzione saremo senza lavoro, mentre da sette mesi siamo senza stipendio”.
E mentre allo Zen si svolgeva la protesta pacifica, a Roma si riuniva il tavolo tecnico presieduto dal sottosegretario del Miur, Vito De Filippo. In ballo, un duplice obiettivo: rispondere sul rinnovo immediato della convenzione che permetta il completamento dell’anno 2017 (scongiurando eventuali disagi a settembre con la ripresa delle attività scolastiche) e tracciare un percorso che definisca il futuro lavorativo delle 500 persone interessate. Nonostante non sia arrivata da Roma, per il momento, nessuna certezza, l’attenzione del Miur e la volontà di quest’ultimo di trovare una soluzione alla questione, può già essere considerata un piccolo passo in avanti dopo anni di incertezza assoluta.
Un piccolo risultato, dicevamo, il cui significato è stato sottolineato dallo stesso Leoluca Orlando. “La presenza del Governo al tavolo, rappresentato dal sottosegretario De Filippo – ha dichiarato il primo cittadino – esplicita inequivocabilmente l’impegno politico in direzione di una soluzione appropriata”.
Adesso, per avere qualche conferma in merito alla questione (e, magari, anche qualche novità concreta) bisognerà aspettare il prossimo 26 luglio. L’incontro di mercoledì, infatti, si è concluso con un aggiornamento del tavolo, sempre nella sede del Miur, alla prossima settimana.

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