A Cefalù un ragazzino tenta di darsi fuoco in classe, sarebbe vittima dei bulli - QdS

A Cefalù un ragazzino tenta di darsi fuoco in classe, sarebbe vittima dei bulli

redazione

A Cefalù un ragazzino tenta di darsi fuoco in classe, sarebbe vittima dei bulli

martedì 12 Dicembre 2017 - 15:00
A Cefalù un ragazzino tenta di darsi fuoco in classe, sarebbe vittima dei bulli

È successo al “Porpora”: gli insegnanti sono intervenuti tempestivamente e hanno evitato il peggio. Aperta un’inchiesta

CEFALÙ (PA) – Ha 12 anni, è appena un ragazzino, l’alunno di Cefalù che ha tentato di darsi fuoco a scuola, pare a causa di atti di bullismo che i suoi compagni di classe avrebbero compiuto su di lui. È accaduto all’Istituto comprensivo ‘Rosario Porpora’ di Cefalù, dove il giovanissimo studente si è cosparso di liquido infiammabile e, con un accendino in mano, era pronto a darsi fuoco quando è stato bloccato dagli insegnanti.
La Procura ha avviato un’indagine
In seguito all’accaduto, la Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire il contesto in cui è maturato il gesto e di acquisire particolari che potrebbero spiegare le cause.
Il preside: “Intervenire per capire e rimuovere lo stato del disagio”
"Dobbiamo verificare cosa sia successo". Così Domenico Castiglia, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo ‘Rosario Porpora’. "Un bambino, con uno stato di disagio che noi conosciamo – spiega il preside – ha acceso un accendino, dopo essersi impregnato di alcool". Gli insegnanti sono subito intervenuti ed il gesto non ha avuto alcuna conseguenza. "Non si è bruciato nemmeno un capello", sottolinea il dirigente scolastico, che aggiunge: "È stato un gesto subito attenzionato e sul quale la scuola è intervenuta. In questi casi si deve intervenire per capire e contribuire a rimuovere lo stato di disagio". In merito all’ipotesi di bullismo, "è una cosa che stiamo approfondendo, dobbiamo verificare cosa sia successo – dice il dirigente scolastico -. Per intanto, stiamo trattando questo come un caso di disagio che viene vissuto e quindi con i metodi adeguati al caso siamo intervenuti”.

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