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Palermo – Via alle trattative su Almaviva. Da Orlando un appello al Mise

Gaspare Ingargiola

Palermo – Via alle trattative su Almaviva. Da Orlando un appello al Mise

sabato 28 Aprile 2018 - 05:00
Palermo – Via alle trattative su Almaviva. Da Orlando un appello al Mise

Azienda, Regione, Comune e rappresentanti sindacali a confronto sul futuro di circa 3.400 lavoratori. Il sindaco: “Risulta necessario dare uno sblocco nazionale alla vertenza” 

PALERMO – Sono iniziate giovedì le trattative tra Almaviva, Regione Siciliana, Comune di Palermo e sindacati per trovare una soluzione alla vertenza – che ha spinto l’azienda alla decisione di cedere il ramo d’azienda del capoluogo siciliano – che coinvolge circa 3.400 lavoratori, creando una cessionaria, una newco controllata al cento per cento dalla casa madre, nella quale far confluire (pare già entro metà giugno) personale, attività e passività della vecchia Almaviva Contact.
All’assessorato regionale al Lavoro è iniziato il lungo confronto tra i vertici aziendali e i rappresentanti degli esecutivi Musumeci e Orlando e delle parti sociali. La prossima settimana dovrebbero insediarsi tre tavoli tecnici: uno su tariffe e commesse, uno sul recupero della qualità e della produttività e uno sugli eventuali esuberi (si parlerebbe di circa 700 unità). “Abbiamo chiesto un impegno attivo – ha commentato, al termine dell’incontro, il segretario della UilCom Sicilia, Giuseppe Tumminia – e soluzioni immediate per tutelare i lavoratori e la sede di Almaviva Palermo. Con l’incontro di (giovedì è partito il vero confronto per evitare il conferimento del ramo d’azienda e la costituzione di una newco”.
Il coordinatore regionale Almaviva Contact Sicilia per l’Ugl Telecomunicazioni, Claudio Marchesini, durante il vertice ha avanzato una serie di proposte che “riguardano principalmente il ricollocamento degli ex Lsu attualmente operanti in Almaviva, l’esodo incentivato e la formazione digitale del personale. Per parte nostra, abbiamo ribadito che è fondamentale il ruolo dei committenti che non possono proseguire con la politica dei tagli delle commesse: che arrivano ormai ad essere ampiamente sotto la soglia dei minimi tabellari del Ccnl”.
Anche Antonio Vitti, segretario provinciale dell’Ugl di Palermo, si è detto convinto, al pari di tanti colleghi sindacalisti prima di lui, che “la creazione di una newco, cui restiamo contrari, potrebbe essere definita come una ‘bad company’. Crediamo che la salvaguardia occupazionale dei 3.400 lavoratori di Almaviva a Palermo non passi attraverso la societarizzazione ma attraverso un tavolo serrato di trattativa che veda anche il supporto e la garanzia istituzionale”.
E l’appello alla politica è stato raccolto anche dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che non ha nascosto la sua preoccupazione: “L’incontro presso l’assessorato al lavoro con Almaviva e le organizzazioni sindacali ha messo in evidenza la delicatezza della situazione del gruppo. Almaviva ha denunciato una stretta sui prezzi da parte dei committenti e la difficoltà a fare fronte alla crisi. La natura dei problemi e dei committenti consiglia la necessità di dare uno sblocco nazionale alla vertenza, così come da noi già sollecitato. Resta quindi l’esigenza di ottenere un tavolo di confronto presso al Mise”.
“Del resto – ha proseguito Orlando – in questi giorni si tratta sul futuro di tanti grandi gruppi nonostante l’assenza di un governo nella pienezza dei suoi poteri. Almaviva è una grande vertenza nel cuore del Mezzogiorno ed è necessario che abbia l’attenzione che merita. Il tavolo alla Regione è stato utile perché ha permesso di mettere a fuoco i problemi e le urgenze. In questo senso è fondamentale mantenere un forte coordinamento insieme all’unità di tutte le istituzioni siciliane, che riteniamo una condizione indispensabile per andare avanti e inoltrarci in una fase di confronto che possa dare risposte ai problemi rappresentati”.
“Continueremo con impegno e attenzione – ha concluso il sindaco – a garantire il sostegno dell’amministrazione comunale in tutti i prossimi tavoli istituzionali”.

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