Neonati, il freddo aumenta il rischio bronchiolite. Latte materno fondamentale per la prevenzione - QdS

Neonati, il freddo aumenta il rischio bronchiolite. Latte materno fondamentale per la prevenzione

Neonati, il freddo aumenta il rischio bronchiolite. Latte materno fondamentale per la prevenzione

mercoledì 16 Gennaio 2019 - 02:00
Neonati, il freddo aumenta il rischio bronchiolite. Latte materno fondamentale per la prevenzione

È la prima causa di ospedalizzazione dei bambini sotto l’anno di vita. Gli esperti ai genitori: lavarsi bene le mani e stop al fumo

in collaborazione con ITALPRESS
Evitare il contatto con adulti o fratellini più grandi raffreddati, lavarsi le mani ogni volta che si prende in braccio un neonato o un lattante, non fumare in casa: sono le indicazioni basilari per ridurre il rischio di contrarre la bronchiolite, un’infezione delle vie respiratorie che colpisce i più piccoli e torna a presentarsi puntuale nella stagione fredda. In un solo mese – dallo scorso dicembre ai primi del nuovo anno – sono stati già quasi 300 gli accessi all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con una diagnosi di bronchiolite. Ma prima di ricorrere alle cure del pronto soccorso – spiegano gli specialisti – è necessario farsi consigliare dal proprio pediatra.
“La bronchiolite – spiega Renato Cutrera, responsabile di Broncopneumologia al Bambino Gesù – è una patologia virale che colpisce i bambini sotto i due anni. Sono molti i virus coinvolti, ma il principale si chiama virus respiratorio sinciziale. è un virus particolarmente attivo nell’emisfero nord nel periodo invernale, con un picco che può variare tra dicembre e febbraio. L’infezione colpisce la maggior parte dei bambini e diventa, quindi, endemica. A tre anni tutti i bambini o quasi tutti sono già positivi agli anticorpi contro questo virus”.
In presenza dei sintomi del raffreddamento-tosse, difficoltà respiratorie -, occorre non improvvisare diagnosi o somministrare farmaci, ma – suggeriscono gli esperti del Bambino Gesù – rivolgersi al pediatra di famiglia che deciderà le opportune terapie da effettuare, nella stragrande maggioranza dei casi, a casa.
Come suggerisce il nome, il virus provoca un’ostruzione dei bronchi più piccoli dovuta al catarro. Il bambino va aiutato a liberare le prime vie aeree con dei lavaggi nasali. Spesso, inoltre, non riesce ad alimentarsi bene e va sostenuto nella nutrizione frazionando i pasti e aumentandone la frequenza mentre si diminuisce la quantità.
“È consigliabile – proseguono gli specialisti attraverso una nota stampa – incentivare il più possibile l’allattamento al seno dei bambini perché il latte materno contiene fattori protettivi per questa patologia. Per cercare di ridurre il rischio di contagio per i bambini più piccoli è bene che non stiano a contatto diretto con altre persone raffreddate in famiglia e ricordarsi di lavare bene le mani prima di toccarli per evitare il passaggio del virus. è molto importante, inoltre, evitare accuratamente il fumo in casa perché il fumo passivo è uno dei fattori più importanti di aggravamento della patologia”.
In casi particolari il pediatra può disporre l’invio in ospedale. In bambini molto piccoli o che già presentano patologie di base come cardiopatie congenite, sindromi genetiche, prematurità, c’è infatti il rischio di gravi difficoltà respiratorie che richiedano il ricovero. La bronchiolite, soprattutto da virus respiratorio sinciziale, è la prima causa di ospedalizzazione del bambino sotto l’anno di vita.
È opportuno rivolgersi direttamente al pronto soccorso – ricordano gli esperti – solo nel caso in cui il bambino presenti una difficoltà respiratoria molto grave o addirittura abbia assunto un colorito cianotico delle dita delle mani o intorno alle labbra.

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