Morti sul lavoro: 36 decessi in Sicilia esclusi gli infortuni mortali in itinere - QdS

Morti sul lavoro: 36 decessi in Sicilia esclusi gli infortuni mortali in itinere

Antonino Lo Re

Morti sul lavoro: 36 decessi in Sicilia esclusi gli infortuni mortali in itinere

martedì 05 Marzo 2019 - 03:00
Morti sul lavoro: 36 decessi in Sicilia esclusi gli infortuni mortali in itinere

Osservatorio Vega Engineering: nella nostra isola 26,3 casi ogni milione di occupati. In Italia si sono registrate 786 vittime: in Lombardia il triste primato con 113 decessi

PALERMO – Il 2018 si è concluso da pochi mesi, ma si è rivelato un altro anno di morte sul lavoro. In Sicilia sono state ben 36 i decessi (con l’esclusione degli infortuni in itinere), vale a dire il 4,6% sul totale nazionale, anche se di gran lunga inferiore alla Lombardia che detiene questo triste primato con 113 vittime.
La conferma giunge sulla base degli ultimi dati Inail ma anche dalla più recente indagine elaborata proprio dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega. Osservando, invece, l’incidenza della mortalità rispetto al numero di occupati, la Sicilia con 26,3 infortuni ogni milione di occupati si trova al 15° posto della graduatoria nazionale.
Ma si tratta di un’emergenza sentita fortemente sia a Nord che a Sud.
In Italia sono 786 le vittime registrate in occasione di lavoro. Infatti, dopo la Lombardia troviamo: Emilia Romagna (84), Veneto (69), Piemonte (68), Campania (66), Lazio (63), Toscana (58), Puglia (45), Sicilia (36), Calabria (34), Liguria (33), Friuli Venezia Giulia (24), Abruzzo (19), Basilicata (15), Marche (14), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Molise (11), Umbria (7) e Valle D’Aosta (1).
Per quel che riguarda le macroaree, poi, spetta al Sud con un’incidenza di 52,8 (Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) indossare la maglia nera, seguito dal Nordest (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) con un indice di 34. Al terzo posto il Nordovest (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) con un’incidenza di 31,3, subito dopo il Centro (Emilia Romagna,Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise) con un indice del 30,1 e infine le Isole (Sicilia e Sardegna) con un’incidenza del 25,4.
Andando ad analizzare nel dettaglio le province siciliane è possibile notare come Catania e Palermo abbiano totalizzato il più alto numero di morti sul lavoro: otto per ogni città. Il numero di occupati nella provincia etnea è di 301.024 (con riferimento ai dati Istat del 2017), con incidenza della mortalità (numero di infortuni mortali ogni milione di occupati) di 26,6. A livello nazionale la seconda città della Sicilia di piazza al 69° posto. Per quel che riguarda il capoluogo, sono 325.850 gli occupati, mentre l’incidenza registrata è di 24,6, con posizione 77 tra tutte le province d’Italia.
Dopo Catania e Palermo, c’è Messina che nel 2018 ha registrato cinque vittime. Il numero di occupati è di 178.186 con un indice di incidenza di 28,1 il che pone la provincia peloritana al 62esimo posto della graduatoria nazionale. Segue Trapani con quattro morti su 112.393 occupati. L’incidenza è di 35,6, con la posizione 49 in classifica. Al quinto posto nella Regione siciliana c’è Siracusa che conta tre morti sul lavoro (112.473 gli occupati) con 26,7 di indice di incidenza sugli occupati 26,7.
La posizione su scala nazionale è la 68esima. Due decessi, invece per Enna (45.662 gli occupati) con indice di incidenza di 43,8, il che la posiziona al 36° posto. Anche per Caltanissetta, Ragusa e Agrigento sono rispettivamente due le vittime sul lavoro registrate. Per la provincia nissena è di 29,0 l’indice di incidenza riscontrato (69.042 gli occupati), con il 60° posto in classifica, mentre per il territorio ibleo l’indice di incidenza è di 18,8 (106.164 gli occupati), con posizione 87 sulla graduatoria in Italia. Chiude Agrigento con incidenza di 17,2 (115.956 gli occupati) e 92esimo in classifica.

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