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Palermo – In classe, a lezione di degrado tra tagli e strutture fatiscenti

Luca Insalaco

Palermo – In classe, a lezione di degrado tra tagli e strutture fatiscenti

martedì 27 Aprile 2010 - 00:00

Sono 187 gl edifici realizzati tra il 1935 e il 1970 e non sono adeguate alla normativa antisismica. Pareti ammuffite, lesioni, vecchi infissi: così si presentano 200 scuole comunali

PALERMO – I numeri, impietosi come sempre, rivelano l’immagine di una scuola a dir poco “sgarrupata”. Duecento scuole comunali si presentano ogni mattina ai loro studenti con pareti lesionate e ammuffite, infissi fatiscenti, arredi spesso assenti e il più delle volte non ancorati. E ben duecento locali – tra palestre, aule e luoghi comuni – sono stati chiusi per inagibilità.
Gli edifici scolastici del capoluogo, insomma, sono vecchi e fanno acqua da tutte le parti. Delle 281 scuole di competenza comunale (asili, elementari e medie), 88 sono in affitto. Di queste, 187 sono state realizzate tra il 1935 e 1970, con strutture in muratura portante e mai adeguate alla normativa in materia di misure antisismiche. Numeri e immagini sono contenuti in un dossier realizzato dal Partito Democratico, sulla scorta del monitoraggio svolto dai tecnici comunali della Protezione civile.
A fronte di tali criticità – denunciano il consigliere Davide Faraone e Mila Spicola – il Comune ha chiuso i rubinetti della spesa per il funzionamento e la manutenzione ordinaria e un tondo zero campeggia anche accanto ai soldi destinati alle famiglie per il buono libro e il diritto allo studio. E l’amministrazione comunale? Aspetta l’approvazione del bilancio di previsione (promesso per il mese di gennaio, il documento finanziario è ancora impantanato in Aula) e rivendica comunque di essere intervenuta per rimuovere i pericoli, non avendo le risorse per ripristinare i luoghi. “L’assessore Rappa dice che il Comune provvede a chiudere le scuole pericolose. Bella risposta. E i bambini dove se ne vanno?”, replica Mila Spicola, insegnante della “Quasimodo” e responsabile scuola del Pd, la quale ricorda come questa situazione di emergenza sia aggravata da una condizione di “illegalità diffusa” che interessa tutta la scuola palermitana: “Con i tagli della Gelmini e l’impossibilità di ricorrere alle supplenze, può capitare di avere fino a 36 alunni in una classe, ben oltre i limiti previsti dalla legge. In caso di evacuazione, cosa accadrebbe?”.
Alle evidenti carenze strutturali si aggiunge, come detto, la penuria di fondi per garantire il diritto allo studio: “In molte scuole di periferia mancano anche i libri” ricorda la Spicola . Da qui la richiesta di assicurare un fondo per fornire ogni scuola di una “dotazione libri” che permetta alle famiglie di usufruire dei testi in comodato d’uso, a costi minimi.

Le testimonianze. Comune a secco così a pagare sono le famiglie
PALERMO – Le voci del mondo scolastico sono intrise di amarezza e rabbia. “Nel marzo dello scorso anno, ha ceduto una trave dell’edificio e abbiamo problemi di messa a norma – ricorda Daniela Crimi, preside della scuola “Giuseppe Scelsa” di Villagrazia -. Eppure, dal Comune non abbiamo ricevuto nessuna risposta alle nostre segnalazioni. Anzi, è del 2007 che dall’amministrazione non riceviamo un soldo. Per sopperire alla mancanza di risorse, siamo costretti a chiedere dei contributi volontari agli alunni”.
“Già dal 2005 – ricordano Spicola e Faraone – il settore Edilizia scolastica ha chiesto 7 milioni di euro per far fronte alle emergenze, ma fino ad oggi nessun capitolo di bilancio è stato posto in essere per la manutenzione ordinaria e i pochi lavori sono stati effettuati in economia dalle maestranze del Coime”. Il Pd chiede l’istituzione di un “fondo equo di funzionamento ordinario per supplire ai bisogni essenziali e non ricorrere al contributo volontario delle famiglie anche per comprare detersivi, materiali didattici e cancelleria”.

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