Agricoltura, 2021 positivo, ma pesano clima e rincari delle materie prime - QdS

Agricoltura, 2021 positivo, ma pesano clima e rincari delle materie prime

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Agricoltura, 2021 positivo, ma pesano clima e rincari delle materie prime

venerdì 14 Gennaio 2022 - 06:30

Salvatore Consoli, presidente dell’organizzazione di produttori Opens: “Serve un bilanciamento lungo tutta la filiera”

RAGUSA – I contorni sono sempre più quelli di un’emergenza nazionale, tant’è che molte aziende non sono più in grado di reggere l’urto dei rincari dell’energia e delle materie prime, vedendosi costrette a trasferirli ai consumatori. I listini di tutte le materie prime subiscono rincari a doppia cifra che si aggiungono ai problemi di reperibilità dei materiali. I produttori sono in una situazione di difficoltà e serve l’impegno di tutti gli stakeholder privati e delle Istituzioni per garantire il corretto rapporto qualità-prezzo dei beni di largo consumo. Abbiamo affrontato la questione con Salvatore Consoli, presidente dell’OP Opens, intervistato per il Quotidiano di Sicilia.

“Nonostante i problemi legati da una parte al rincaro delle materie prime, e dall’altro al cambiamento climatico, il 2021 è stato un anno positivo – ha dichiarato Consoli -. Abbiamo registrato un incremento di fatturato di circa il 15% rispetto al 2020. Tra i prodotti che hanno contribuito alla crescita, figurano soprattutto le erbe aromatiche. Oggi chi lavora bene fa la differenza. Per la nostra organizzazione di produttori è prevista, nei primi mesi del 2022, un’estensione delle nostre superfici di altri cinque ettari, per un totale di circa 30, al fine di rispondere alle sempre maggiori richieste dei mercati che chiedono qualità ineccepibile e continuità nelle forniture”.

Opens nasce con l’intento di aggregare e favorire la commercializzazione prevalentemente di uva da tavola ma anche di agrumi, ortaggi ed erbe aromatiche, nell’ottica di un’incisiva strategia di commercializzazione internazionale. Sebbene si tratti di una recente formazione, l’OP può vantare la partecipazione e l’esperienza delle aziende agricole associate che operano ormai da decenni nel settore ortofrutticolo.

“Il nostro punto di forza è la produzione dell’uva da tavola di Mazzarrone – ha continuato il presidente – e la fase delle precoci è andata benissimo soprattutto con le uve senza semi che quest’anno sono state richieste su scala internazionale, grazie a una precocità straordinaria che colloca l’inizio delle nostre produzioni a metà maggio, difatti siamo i primi ad arrivare sui mercati mondiali con un prodotto di coltivazione europea. Parliamo delle destinazioni più prestigiose del mondo, a partire dal Medio Oriente, con Doha in Qatar, Abu Dhabi e Dubai negli EAU, per finire in Scandinavia, passando per i retailer di nicchia nel resto d’Europa. Inoltre i nostri soci esportano anche in Canada e un po’ ovunque ci sia richiesta di uve speciali”.

“Le alte temperature però, se da una parte hanno determinato un’ottima produzione delle precoci, hanno inficiato la qualità delle nostre le uve medio tardive e, solo grazie all’impiego di mezzi e tecniche straordinarie, siamo riusciti a salvare buona parte del raccolto, chiudendo la campagna in positivo. Ormai siamo sempre più indirizzati verso le varietà sempre più precoci, apirene (senza semi) e coltivate in bio: tutte caratteristiche che ci hanno permesso di chiudere una campagna positiva”.

“Per quanto riguarda gli agrumi – ha proseguito l’imprenditore – la campagna ha risentito pesantemente degli effetti delle alte temperature estive che hanno causato una forte riduzione dei calibri. Le piogge, successivamente, hanno favorito una copiosa caduta precoce dei frutti. La stagione per noi terminerà molto prima del solito periodo, per non parlare dei mandarino simili, che saranno esauriti nel breve termine. In merito alla produzione di pomodoro, il mercato è stato positivo durante la stagione nonostante l’imperversare del Tobrfv, che ha ridotto le rese in tutta la fascia trasformata siciliana”.

“Il problema dell’aumento dei costi di produzione attanaglia moltissime aziende del comparto ortofrutticolo – ha concluso Consoli – che inoltre subiscono i danni causati dal clima impazzito e dalle fitopatie. Da mesi stiamo lottando contro continue ondate di rincari con le nostre sole forze. Alcune aziende del settore sono troppo piccole e soffrono per la mancanza di potere contrattuale nel trattare con i fornitori. Una posizione di svantaggio che potrebbe indebolirle ulteriormente. Ovviamente la preoccupazione è trasversale a ogni forma di produzione agricola e non resta che sperare che agli aumenti dei costi di produzione possa corrispondere un proporzionale aumento dei prezzi alla vendita e un bilanciamento lungo tutta la filiera”.

Biagio Tinghino

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