Anticorruzione, le soffiate funzionano - QdS

Anticorruzione, le soffiate funzionano

Andrea Carlino

Anticorruzione, le soffiate funzionano

giovedì 29 Agosto 2019 - 03:00
Anticorruzione, le soffiate funzionano

Rapporto Anac sul whistleblowing: a Catania e a Palermo segnalazioni in aumento. Irregolarità gestionali, illeciti e presunte tangenti: denunce riguardano soprattutto gli appalti

ROMA – Oltre due segnalazioni di condotte illecite ogni giorno, più del doppio nel 2018 rispetto all’anno precedente. I numeri emersi dal rapporto Anac sul whistleblowing non lasciano spazi a fraintendimenti: continua ancora la corruzione nella Pubblica amministrazione, ma le segnalazioni funzionano.

Whistleblower (letteralmente tradotto: soffiatore nel fischietto) è il nome inglese del dipendente che dall’interno del proprio ente di appartenenza (pubblico o privato), segnala condotte illecite non nel proprio interesse, ma nell’interesse pubblico affinché non venga pregiudicato un bene collettivo.

Già le linee Guida pubblicate dall’Anac nel maggio 2015, in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, avevano l’obiettivo di dettare una disciplina volta ad incoraggiare i dipendenti pubblici a denunciare gli illeciti di cui vengano a conoscenza nell’ambito del rapporto di lavoro e, al contempo, a garantirne un’efficace tutela. Sarà poi la legge n. 19 del 30 novembre 2017 assieme al regolamento Anac del novembre 2018, a ridefinire il campo sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro.

Nel 2018, in base al rapporto dell’Anticorruzione sono aumentate quelle provenienti dal Sud e dalle Isole, si registra una leggera flessione per quelle del Centro Italia, mentre diminuiscono quelle che arrivano dalle amministrazioni del Nord. Tra i soggetti segnalanti è stata individuata, in grande maggioranza, la categoria dei dipendenti pubblici, nell’ambito della quale sono inclusi i docenti, i ricercatori universitari e il personale sanitario; segue poi la categoria dei dirigenti (64 nel 2018), dei responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (16 nel 2018), dei militari e appartenenti alle forze dell’ordine (11 nel 2018), dei privati nei quali sono compresi i consiglieri e gli assessori comunali. Tra le tipologie di illeciti segnalati tramite whistleblowing i più frequenti si confermano gli appalti illegittimi (22,6%). Nel primo semestre 2019 sono già arrivate 15 segnalazioni (4,2%) da militari e appartenenti alle Forze dell’ordine. In tutto il 2018 erano state 11. Si tratta di una crescita che evidenzia un sensibile miglioramento della qualità delle segnalazioni e di una maggiore fiducia nei confronti dell’istituto.

Da segnalare che al Sud e nelle Isole le segnalazioni arrivano per presunti concorsi pubblici truccati. In particolare a Catania, nel 2018, c’è stata una segnalazione del mancato pagamento imposta sulla pubblicità effettuata all’interno di un impianto sportivo comunale in occasione di un evento sportivo. Successivamente c’è stata una verifica delle procedure di pagamento delle imposte sulla pubblicità in occasione di eventi sportivi e l’Anticorruzione lo segnala come esito “virtuoso”.

Situazione più critica a Palermo con ben 28 segnalazioni di cui 12 anonime: irregolarità gestionali nei servizi cimiteriali; abusi edilizi; presunte fattispecie corruttive riguardanti il personale; fatti illeciti nell’ufficio Sport, presunte tangenti contributi Centro Storico, irregolarità nel concorso per Dirigenti, dichiarazioni inizio attività (DIA), irregolarità nella gestione dei servizi welfare aziendale, irregolarità nella messa in sicurezza verde pubblico e infine anomalie di carattere organizzativo nella gestione del Polo Tecnico. In generale, però, segnala l’Anac, c’è stato un aumento di fiducia nello strumento della segnalazione.

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