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Caporalato, ok a Piano nazionale di contrasto in agricoltura

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Caporalato, ok a Piano nazionale di contrasto in agricoltura

venerdì 21 Febbraio 2020 - 00:00
Caporalato, ok a Piano nazionale di contrasto in agricoltura

Collaborazione interministeriale tra Catalfo, Bellanova e Provenzano. 4 assi: prevenzione, vigilanza, protezione, reintegrazione socio-lavorativa. I sindacati: Lavoro ambizioso che affronta in modo organico la problematica"

Prevenzione, più vigilanza e contrasto, uniti a protezione, assistenza e reinserimento socio-lavorativo per le vittime.

E’ quanto prevede il primo Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato (2020-2022), approvato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e anticipato nei giorni scorsi da Qds.it.

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Partendo da una mappatura dei territori e dei fabbisogni di manodopera agricola, il Piano affianca interventi emergenziali e interventi di sistema o di lungo periodo, seguendo quattro assi strategici: prevenzione; vigilanza e contrasto; protezione e assistenza; reintegrazione socio-lavorativa. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, ha ringraziato i presenti – in particolare, i ministri Bellanova e Provenzano – per lo straordinario impegno dimostrato da ciascuna Amministrazione nell’affrontare il tema con un approccio operativo davvero condiviso e di cui essere fieri.

“La collaborazione di tutti, a ogni livello – ha messo in rilievo Catalfo – non era affatto un risultato scontato”. Sarà la Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a curare la segreteria del Tavolo. Proprio la medesima Direzione Generale ha già impegnato 88 milioni in interventi contro lo sfruttamento lavorativo.

Questi quattro assi, saranno declinati in dieci azioni, considerate prioritarie: un sistema informativo con calendario delle colture, dei fabbisogni di manodopera e altri dati e informazioni sviluppato e utilizzato per la pianificazione, gestione e monitoraggio del mercato del lavoro agricolo; gli interventi strutturali, investimenti in innovazione e valorizzazione dei prodotti migliorano il funzionamento e l’efficienza del mercato dei prodotti agricoli; il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, l’espansione del numero delle imprese aderenti e l’introduzione di misure per la certificazione dei prodotti migliorano la trasparenza e le condizioni di lavoro del mercato del lavoro agricolo; la pianificazione dei flussi di manodopera e il miglioramento dell’efficacia e della gamma dei servizi per l’incontro tra la domanda e l’offerta (Cpi) di lavoro agricolo prevengono il ricorso al caporalato e ad altre forme d’intermediazione illecita; pianificazione e attuazione di soluzioni alloggiative dignitose per i lavoratori del settore agricolo in alternativa a insediamenti spontanei e altri alloggi degradanti.

Pianificazione e attuazione di soluzioni di trasporto per migliorare l’offerta di servizi adeguati ai bisogni dei lavoratori agricoli; campagna di comunicazione istituzionale e sociale per la prevenzione e sensibilizzazione sullo sfruttamento lavorativo e la promozione del lavoro dignitoso; rafforzamento delle attività di vigilanza e contrasto allo sfruttamento lavorativo; Pianificazione e attuazione di un sistema di servizi integrati (referral) per la protezione e prima assistenza delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura e rafforzamento degli interventi per la loro reintegrazione socio-lavorativa; realizzazione di un sistema nazionale per il reinserimento socio-lavorativo delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura.

“Guardiamo con soddisfazione al piano triennale interministeriale – hanno commentato Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – è stato messo a punto in maniera corale un lavoro ambizioso, che affronta in modo organico le tante problematiche che si sovrappongono nelle azioni di prevenzione e contrasto del caporalato. è stato avviato il percorso giusto, ora si può alzare l’asticella delle battaglie contro lo sfruttamento, nessuno ha più alibi per non agire”.

“Se sono stimati 400 mila sfruttati, non si può continuare a fare finta di niente, a queste persone va riconosciuta dignità, va data la possibilità di emergere nella legalità. Sarà necessario – osservano Fai, Flai e Uila – valorizzare maggiormente, tramite il piano triennale, anche gli enti bilaterali, importanti presidi territoriali che oltre alla formazione dei lavoratori e alla sicurezza sul lavoro possono essere rilevanti per una gestione più trasparente del mercato del lavoro, come prevede la L.199/16, e non è più rinviabile l’istituzione, in tutte le province, delle Sezioni Territoriali della Rete per il lavoro agricolo di qualità.

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