Assenteismo, peculato e truffa alla RAP.: 5 denunciati - QdS

Palermo, furti di carburante e assenteismo alla Rap: 5 denunciati

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Palermo, furti di carburante e assenteismo alla Rap: 5 denunciati

Redazione  |
giovedì 01 Dicembre 2022 - 09:25

Ecco di cosa sono accusate le 5 persone (3 delle quali dipendenti della RAP) denunciate dai carabinieri su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo.

Furti di carburante e assenteismo alla Rap, la società partecipata del Comune che gestisce il ciclo dei rifiuti. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, a conclusione di un’attività d’indagine coordinata dalla Procura, hanno denunciato 5 persone, di cui tre dipendenti della Rap, responsabili, a vario titolo, dei reati di peculato, truffa in concorso e assenteismo ai danni della società partecipata del Comune di Palermo operante nel settore della raccolta dei rifiuti.

Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Palermo, ha disposto per i 5 la fissazione dell’udienza preliminare al prossimo mese di gennaio 2023.

Assenteismo, peculato e truffa alla RAP: il caso

L’attività investigativa, condotta nel periodo compreso tra settembre 2020 e marzo 2021, ha portato alla luce la condotta infedele di tre dipendenti della RAP. I 3, in concorso tra loro, in più occasioni e con modalità fraudolente, avrebbero attestato falsamente la presenza in servizio di uno di essi, utilizzando il suo tesserino magnetico e favorendone l’ingiustificata assenza, causando in tal modo, un danno economico all’amministrazione di appartenenza.

Inoltre, a uno dei tre dipendenti è stato contestato, reiteratamente, il reato di peculato. In più circostanze, avendo in uso il veicolo adibito alla raccolta dei rifiuti, si sarebbe appropriato di parte del carburante, avvalendosi di altre due persone, non dipendenti dell’azienda, considerati quindi responsabili in concorso.

È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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