Palermo, 43 anni fa la mafia uccideva Boris Giuliano: il ricordo della città

Palermo, 43 anni fa la mafia uccideva Boris Giuliano: il ricordo della città

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Palermo, 43 anni fa la mafia uccideva Boris Giuliano: il ricordo della città

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giovedì 21 Luglio 2022 - 11:37

Il vice sindaco Carolina Varchi ha partecipato in rappresentanza dell'Amministrazione comunale alla cerimonia commemorativa del capo della Squadra mobile di Palermo

Questa mattina, in via Francesco Paolo Di Blasi, il vice sindaco Carolina Varchi ha partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione comunale alla cerimonia commemorativa del capo della Squadra mobile di Palermo, Boris Giuliano, ucciso dalla mafia il 21 luglio 1979. Insieme alle più alte cariche civili e militari della Città, erano presenti anche i familiari di Giuliano.

Varchi: “Un dovere ricordare Boris Giuliano”

“Boris Giuliano – ha detto il vice sindaco Varchi – fu un investigatore acuto che con i suoi metodi innovativi seppe imprimere svolte importanti a indagini che hanno consentito di assestare un duro colpo alla criminalità organizzata. Per noi è un dovere ricordarlo e fare tesoro del suo operato. Il Comune di Palermo si batterà per affermare la legalità in ogni segmento della pubblica amministrazione”. Alla commemorazione, tra gli altri, erano presenti il questore Leopoldo Laricchia, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà, il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani.

La morte di Boris Giuliano al Bar Lux

Il 21 luglio 1979, mentre pagava il caffè appena bevuto nella caffetteria Lux di via Francesco Paolo Di Blasi a Palermo, Leoluca Bagarella gli sparò a distanza ravvicinata 7 colpi di pistola alle spalle con una Beretta 7,65, uccidendolo. È sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di Piazza Armerina.

Samonà: “Boris Giuliano eroe dei nostri giorni”

Anche l’assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, Alberto Samonà, si accoda al ricordo del commissario Boris Giuliano: “Nonostante siano passati 43 anni dal giorno del barbaro omicidio, il nome del commissario Boris Giuliano, ucciso da vile mano mafiosa, è impresso nella memoria dei siciliani come fulgido esempio di onestà, correttezza, alto senso delle istituzioni”.

“Onorarne oggi la memoria – prosegue – significa dire forte alla mafia che la Sicilia non si piega alle logiche criminali e non abbassa la testa, che la tensione morale e l’impegno per affermare lo stato di diritto vivono nei siciliani onesti”.

“Boris Giuliano va iscritto tra i grandi siciliani che hanno onorato la nostra terra e il suo tributo di sangue è quello di un eroe dei nostri giorni che testimonia, con il suo triste esempio, l’alto prezzo in termini di vite umane che la Sicilia ha pagato nella lotta alla mafia”.

“Che il suo vivido ricordo possa essere d’esempio ai giovani a cercare sempre verità e giustizia senza scorciatoie. A Selima Giorgia Giuliano e alla famiglia la nostra gratitudine per la testimonianza portata avanti con la loro vita”, conclude l’assessore Samonà.

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